
Bambini e anziani: quando si parla di sociopsichiatria, sono loro la nuova priorità, e attorno ai loro problemi il Cantone intende investire 2 milioni di franchi nei prossimi 3 anni. A Palazzo delle Orsoline, la prima conferenza stampa del Dipartimento sanità e socialità dell'anno, era dedicata proprio alla pianificazione sociopsichiatrica Cantonale 2014-2017. Un lavoro lungo, giunto alla meta con un anno di ritardo perché, si sa, le esigenze sono tante, ma i soldi pochi. E così, va da sé: occorre ottimizzare. Un lavoro non semplice, specie in un settore che, complice i ritmi della vita moderna, è in continuo aumento. Nel 2012 sono state quasi 8 mila le persone che hanno fatto capo ai servizi del Cantone per un costo complessivo di quasi 70 milioni di franchi. Le novità, abbiamo detto, riguardano in particolare sui bambini affetti da autismo, per i quali verrà creata un'unità di sviluppo, e gli anziani, una fascia d'età dove spesso i problemi dell'anima vengono sottostimati.
Altro punto di rilievo, attorno al quale molto si è discusso, è la contenzione. Che poi sarebbe l'isolamento e l'immobilizzazione dei pazienti problematici. L'obiettivo dichiarato per i prossimi anni è continuare a ridurre l'utilizzo di questa pratica. Passi avanti sono già stati fatti: dalle 210 persone contenute nel 2005, si è arrivati a 24 nel 2013. La speranza è quella di arrivare a zero.
E mentre a Palazzo il direttore del DSS parlava dei progetti in cantiere, fuori UNIA e partito socialista consegnavano le firme raccolte per il referendum della riforma dei sussidi di cassa malati. Quella riforma che aiuta, facendo risparmiare al Cantone 14 milioni e mezzo di franchi all'anno, a far quadrare i conti. L'ipotesi che vada in fumo preoccupa e non poco il direttore del DSS.
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