Cerca e trova immobili
Ticino
Bambina maltrattata: carenze nei controlli?
Redazione
13 anni fa
La bimba è stata affidata a un'altra famiglia. Intanto si indaga su eventuali negligenze a livello di vigilanza

Procedono alacremente, e nel massimo riserbo, le indagini sul caso della bambina di 5 anni presunta vittima di maltrattamenti da parte della famiglia affidataria presso cui era collocata.

La vicenda, emersa l'altroieri, è già oggetto di due distinte interrogazioni parlamentari, una a firma di Lara Filippini (UDC), l'altra di Patrizia Ramsauer (Lega). Entrambe chiedono lumi sulle procedure di idoneità per le famiglia affidatarie e sull'esercizio della vigilanza.

E mentre la piccola, che sta bene, è stata affidata a un'altra famiglia, gli inquirenti cercano di stabilire quanto accaduto dopo che la vittima era stata allontanata, con il fratellino, dai genitori biologici, entrambi tossicodipendenti e ritenuti incapaci di badare ai figli.

Ciò accadde nel 2010. In seguito la bimba sarebbe stata vittima di maltrattamenti, proprio ad opera dei genitori che avrebbero dovuto sostituire quelli naturali, ritenuti inadatti. Si parla in particolare di un braccio rotto e di capelli rasati a zero.

Le risposte ai numerosi quesiti aperti le fornirà la Magistratura. Intanto Roberto Sandrinelli, del DSS, ha spiegato al Corriere del Ticino le linee generali sui provvedimenti di protezione.

È l'Autorità regionale di protezione, secondo quanto illustrato da Sandrinelli, a valutare e decidere di dare il minore ad una famiglia affidataria, la cui idoneità è valutata e decisa dall'Ufficio dell'aiuto e della protezione (UAP). L'azione di vigilanza è garantita dalla stessa UAP, tramite l'assistenza sociale.

L'affido, sempre secondo quanto spiegato da Sandrinelli, è portato in genere fino alla maggiore età, poiché solo il 30-40% dei casi si conclude con il ritorno ai genitori biologici.

"L'ordinanza federale prevede che per ogni affido vi sia un operatore disegnato che coordina il progetto e che deve fare visita alla famiglia almeno una volta all'anno" ha affermato Sandrinelli. "Di fatto però gli operatori sono almeno 4 o 5 (tutore, docente, sostegno pedagogico, psicologo, assistente sociale) e le visite sono frequenti e regolari."

"Il rispetto dei ruoli e il passaggio delle informazioni sono due componenti fondamentali affinché la rete non presenti delle falle" ha aggiunto Sandrinelli. "Se un problema fuoriesce dalla rete, si perde, si acuisce e diventa grave."

Le indagini si starebbero proprio concentrando su eventuali negligenze a livello di vigilanza. Ma per ora, come detto, massimo riserbo.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata