
Bally è stata posta in moratoria concordataria, con un indebitamento stimato attorno ai 20 milioni di franchi. È quanto ha appreso oggi OCST, che parla di una notizia che «conferma i timori emersi da tempo», oltre ad assumere «un carattere particolarmente grave alla luce di quanto accaduto nelle scorse settimane».
«Si sono presi gioco dei lavoratori»
Come ricorda il sindacato in una nota, ancora nel mese di maggio, infatti, a seguito dell'annuncio di 27 licenziamenti previsti per fine agosto, era stato concordato un piano sociale. Durante le trattative, OCST aveva chiesto esplicitamente garanzie sulla disponibilità dei fondi necessari a finanziare le misure di accompagnamento per i lavoratori colpiti. Richieste, queste, a cui – come sottolinea OCST – Bally «aveva sempre risposto affermativamente confermando gli impegni assunti».
Le cose, però, sarebbero andate diversamente. «Oggi appare evidente che tali rassicurazioni erano, quantomeno, prive di fondamento. Il rischio concreto è ora che le indennità concordate non vengano più versate», commenta il sindacato, per il quale la situazione, nel frattempo, è precipitata. «Non sono più solo 27 operai a essere toccati, ma anche circa 100 impiegati attivi in ambito amministrativo rischiano il posto di lavoro. Risulta evidente che la Direzione e i responsabili del fondo proprietario di Bally Schuhfabriken SA si sono presi gioco dei lavoratori!», commenta OCST. «Non solo hanno negoziato un piano sociale dando garanzie sulla copertura finanziaria quando erano a conoscenza che la situazione reale dell’azienda rendeva tali impegni altamente incerti, ma anche gli altri collaboratori ancora occupati nell’ambito amministrativo sono stati ingannati».
Garanzie, trasparenza e responsabilità
Per questo motivo, il sindacato chiede con fermezza alla Direzione di Bally Schuhfabriken SA «garanzie immediate e verificabili sul pagamento delle prestazioni, piena trasparenza sulla situazione finanzia, responsabilità da parte della direzione». «Non escludiamo ulteriori passi per difendere i lavoratori coinvolti», scrive il sindacato, segnalando che per questo pomeriggio, alle 14:30, è prevista una mobilitazione con i lavoratori e OCST presso la sede di Bally a Caslano.
«La moratoria – giunta dopo settimane caratterizzate da movimenti quantomeno insoliti, tra la creazione di nuove società e tentativi di trasferire il marchio – e il possibile fallimento rischiano di porre fine nel peggiore dei modi alla lunga e prestigiosa storia di un marchio simbolo svizzero, distruggendo al contempo un rapporto con i partner sociali che fino ad oggi era stato improntato alla collaborazione», scrive, ancora, OCST. «Chi gioca con il futuro delle persone e delle loro famiglie deve essere chiamato ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità».

