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Ballottaggio, sarà una corsa a 5
Ballottaggio, sarà una corsa a 5
Ballottaggio, sarà una corsa a 5
Redazione
11 anni fa
Germano Mattei non sarà della partita. Al secondo turno per gli Stati corrono dunque Lombardi, Abate, Ghiggia, Malacrida e Savoia

Scadeva oggi il termine per presentare le candidature per partecipare al secondo turno per il Consiglio degli Stati. Turno per il quale i cittadini saranno chiamati a votare il prossimo 15 novembre.

Cinque dei sei candidati che avevano la possibilità di partecipare, ossia che avevano raggiunto la soglia del 5% delle preferenze, avevano già dato la loro disponibilità.

Scontata la partecipazione degli uscenti Filippo Lombardi (PPD) e Fabio Abate (PLR) che hanno raccolto il maggior numero di voti al primo turno (43'897 voti il primo, 40'504 voti il secondo). 

Battista Ghiggia (Lega e UDC) aveva espresso il suo desiderio di andare avanti già all'indomani della prima tornata elettorale grazie ai suoi 36'307 voti.

Roberto Malacrida (PS) si è affidato a un comunicato stampa del suo partito per confermare la sua presenza (23'030 voti durante il primo turno). Un comunicato nel quale si legge che è importante per elettrici ed elettori "non essere costretti a scegliere fra tre candidati di estrema destra, come Battista Ghiggia" o perlomeno tra coloro che "si sono dichiarati sostenitori del fronte PLR-UDC, come i due uscenti"

Sergio Savoia (Verdi) ha annunciato ieri sui social network che sarà della partita: "Tutti dicono che la mia sarà una battaglia inutile, che non ho chance di vincere. Ma ci sono altrettanti, e migliori, motivi per mantenere la candidatura". In primis il rispetto per coloro che gli hanno dato fiducia al primo turno (14'412 voti) e le lotte che vuole portare avanti a Berna.  

All'appello manvaca solo Germano Mattei di MontagnaViva, il quale ha sciolto le riserve stamattina: "No, non parteciperò. I motivi mi sembrano chiari" dichiara lapidario (6'838 le preferenze raccolte il primo turno). Su chi andranno i suoi voti, Mattei non si esprime. "Non saprei, per ora devo dire che non c'è qualcuno che mi convince e anche gli uscenti non è che negli ultimi quattro anni abbiano operato a favore delle regioni periferiche. Devo ancora fare le mie valutazioni, poi deciderò". 

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