
Sulla tanto dibattuta questione dei cosiddetti permessi L (quelli di breve durata) per le ballerine nei night, sembra che il Cantone voglia tornare sui propri passi. A scriverlo era stamane il Corriere del Ticino. Questo perché due settimane fa il Tribunale amministrativo cantonale aveva accolto il ricorso relativo ad alcune ballerine provenienti da paesi fuori dall’area Schengen. E così ora il Cantone ha invitato i ricorrenti ad inoltrare di nuovo la domanda. Evidentemente – suggeriva stamane il Corriere del Ticino – a Bellinzona ci deve essere stato un ripensamento. Una lettura, questa, che però non è piaciuta al Dipartimento delle istituzioni. Che in serata ha diramato un comunicato per dire la sua sulla questione.Ballerine: Bellinzona non fa marcia indietroPer il Dipartimento delle istituzioni le anticipazioni del CdT presentano un quadro "forviante" che "non riflette la situazione reale dei fatti". "Il Tribunale cantonale amministativo - si legge nella nota dipartimentale - ha accolto il ricorso di alcuni balletti per motivi formali senza entrare nel merito della risoluzione del 9 marzo del Consiglio di Stato di non rilasciare più attestati di lavoro (permessi L) nel Cantone a persone straniere provenienti da stati terzi che si esibiscono come ballerine di cabaret e come balletti. Il vizio formale riscontrato dal TCA risiede nel fatto che il servizio regionale degli stranieri si è rifiutato, a torto poiché non competente a prendere decisioni, di incamerare le domande di permesso e di trasmettererle all'Ufficio della migrazione (UM) per decisione. Il TCA ha quindi rinviato gli atti all'UM per decisione formale suscettibile di eventuale ricorso". Il Dipartimento delle istituzioni precisa inoltre "che attualmente sono 12 i cantoni hanno deciso l'abrogazione di questo permesso".
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