
La crisi colpisce anche la RSI. La comunicazione ufficiale al personale è stata fatta oggi pomeriggio alle 14.30. La direzione ha spiegato che analizzando i dati di preventivo la situazione finanziaria era molto preoccupante. Ieri si è così trovata per discutere come affrontare la crisi. Ed è stata decisa tutta una serie di misure di rientro finanziario. Da gennaio viene tagliata la trasmissione “Latele” per un risparmio di circa 4 milioni. E sempre da gennaio vengono tagliati sei programmi di intrattenimento previsti per la prima serata del sabato e una fiction per un totale di circa 2 milioni. In particolare non verrà più realizzata alcuna “soap opera” locale sul modello di “Affari di famiglia”. Queste le due misure principali, che permetteranno un risparmio di circa 6 milioni. Altre misure secondarie (per esempio non si farà la nuova scenografia di Falò) permetteranno di risparmiare altri 5 milioni di franchi. E alla fine il risparmio totale per il 2010 sarà di quasi 11 milioni di franchi. Non si è ancora parlato apertamente di licenziamenti, le prime indiscrezioni parlano però di 16 posti di lavoro a rischio. Non ci saranno licenziamenti in massa, ma la situazione sarà valutata caso per caso.Dino Balestra: “Abbiamo un esubero di capacità" “Non la faccio rosea, ma nemmeno drammatica”. Così il direttore generale della RSI Dino Balestra. “Abbiamo un esubero di capacità – spiega -. Ma nessuno ha mai parlato di 16 licenziamenti. Naturalmente, chiudendo da gennaio il programma "Latele" avremo un certo numero di persone da reimpiegare. Alcune hanno un contratto fisso, altre a tempo determinato, comunque fino a giugno 2010. Tra questi collaboratori ve ne sono di validi, per cui abbiamo il tempo, attraverso un gruppo di lavoro interno già istituito, di verificare un loro eventuale reimpiego. Poi se tutti rimarranno o no vedremo”. Il deficit previsto di 10 milioni, aggiunge Balestra, è il risultato di una serie di elementi che non riguardano solo i programmi ma anche gli affitti, gli immobili, il contratto collettivo, eccetera. “È chiaro però che i costi su cui possiamo agire sono "Latele", le fiction e i sabati sera speciali. Ma poi bisognerà intervenire sull’insieme dei processi per abbassare i costi di produzione”. "Se fossimo in un periodo economicamente tranquillo - conclude - avremmo potuto anche temporeggiare". "Ma abbiamo la Cassa pensioni da risanare, i costi del personale che lievitano, il crollo della pubblicità…”. red
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

