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Ticino
Balerna, animi tesi alla serata pubblica sulla Casa Anziani
Balerna, animi tesi alla serata pubblica sulla Casa Anziani
Balerna, animi tesi alla serata pubblica sulla Casa Anziani
Redazione
10 anni fa
Toni accesi alla discussione indetta dall'MpS per parlare dei maltrattamenti nella casa di riposo: "Vogliamo giustizia"

Il Movimento per il Socialismo aveva invitato la popolazione di Balerna a partecipare in modo numeroso alla serata pubblica indetta per cercare di fare chiarezza su quanto successo negli ultimi anni nella locale Casa per Anziani e i cittadini hanno indubbiamente risposto presente: l’Aula Magna delle Scuole medie era infatti gremita di gente, tra persone coinvolte nella vicenda, balernitani interessati, ma anche numerosi cittadini dal resto del Cantone, interessati a capirne di più e a dire la loro.

Presente alla serata ovviamente anche il deputato Matteo Pronzini, autore nelle ultime settimane di diverse prese di posizione e interrogazioni parlamentari. Proprio l’esponente del MpS in avvio di serata ha ricapitolato i punti della controversa vicenda dei maltrattamenti nel Centro per Anziani comunale, a suo dire “una triste storia di negligenza, incompetenza delle autorità comunali e cantonali”. Pronzini ha tenuto a sottolineare in particolare che degli interventi nella gestione della struttura in seguito al primo caso di maltrattamento, emerso già nel 2011, avrebbero potuto evitare il ripetersi di spiacevoli episodi negli anni successivi.

Un’idea condivisa dall’avvocato Tuto Rossi, che dopo aver rivolto una lettera aperta al ministro Paolo Beltraminelli e al sindaco Luca Pagani, è intervenuto anche nel corso della serata pubblica sollevando critiche all’indirizzo della Commissione della vigilanza sanitaria, rea di “lasciare a lungo in sospeso” numerosi dossier: “A volte succede che si ottengano subito delle risposte, altre no. C’è qualche funzionario che a Bellinzona fa il bello e il cattivo tempo. L’impressione – ha tuonato l’avvocato bellinzonese – è che qualcuno sia attaccato al suo cadreghino, sia in Cantone che in Comune.”

I problemi dell'organizzazione cantonale sono stati oggetto pure delle esternazioni di Pino Sergi: "Non siamo qui per prendercela contro Balerna - ha dichiarato l'esponente dell'MpS - ma è il caso in discussione. Dietro, c'è un problema di controllo della qualità delle cure a livello cantonale. Pensate che l'ultimo aggiornamento sulle direttive in tale ambito risale al 2000, quando ancora vi era Cassis quale medico cantonale… le direttive dovrebbero essere aggiornate dopo 17 anni!".

Un dibattito acceso

I toni in sala si sono ben presto fatti alquanto accesi. Tumultuoso l’intervento di Antonio Bernasconi, che la scorsa settimana già aveva pubblicamente preso posizione sulla vicenda difendendo il Municipio e denunciando il trattamento da parte della stampa dei fatti: “Il Sig. Pronzini ha rivolto tre interrogazioni al Governo, ha posto 46 domande, ma io vi sfido a trovare una sola parola di simpatia nei confronti degli anziani di Balerna in generale. Pronzini, lei ha riversato il suo livore su tutti, dal Municipio alle autorità cantonali preposte, facendo della Casa Anziani una sorta di ‘lager nazista’. A soffrirne sono gli anziani ospiti, che vivono più che mai nell’incertezza.” 

All'abitante di Balerna hanno però risposto criticamente altri concittadini e alcuni operatori del settore, decisi a fare sentire la loro voce a sostegno delle denunce dell'MpS. "Dovrebbero saltare le poltrone del direttore e del responsabile del settore infermieristico per ricostruire le fondamenta della Casa per Anziani e farla tornare un fiore all'occhiello di Balerna" ha detto qualcuno, mentre altri hanno chiesto alla politica maggiore attenzione in un settore delicato, dalla crescente importanza: "In tutti gli ambiti del sociale occorrerebbe una formazione continua e un’assistenza psicologica per evitare di arrivare a questo punto. Possiamo fare dei controlli, ma la persona frustrata potrebbe sempre cadere in un momento critico." Parere in parte condiviso da un ex dipendente della Casa per Anziani, che ha precisato di non avere alcun dubbio sull'operato della giustizia: "Ero apprendista nella Casa di Balerna nel 1996: c'era un bell’ambiente e uno dei tre operatori accusati lo ricordo come una persona veramente bellissima. Andrebbero difesi anche i lavoratori: non dico che il carico di lavoro giustifichi tali atti, ma bisognerebbe capire anche quello che succedeva all’interno. Sono fiducioso che se il procuratore pubblico dopo averli sentiti non li ha fermati è perché forse gli elementi per farlo non ci sono."

"Chiedo giustizia per mia madre" 

In sala pure la figlia della prima vittima dei maltrattamenti, nel periodo 2008-2011: "Dov’era la capo cure? - ha accusato nel corso del suo lungo racconto - A fronte di tutte le accuse e le testimonianze, il Municipio dov’era? Io non voglio niente, se non giustizia per mia mamma e le altre 11 persone che hanno subito dei maltrattamenti."

Nessun municipale o responsabile della struttura ha però partecipato all'incontro, come sottolineato da alcuni presenti: "Hanno perso un'occasione per darci delle spiegazioni." Il Municipio di Balerna tuttavia, già nel corso della giornata di ieri, ha preferito affidarsi a una lettera aperta e a una lista di dieci punti coi quali ha cercato di fare chiarezza. L'esecutivo balernitano è infatti tornato "con amarezza" ad affrontare la discussione poiché "la guarigione dai traumi avrebbe bisogno di tranquillità e concentrazione", restando piuttosto in "fiduciosa attesa" delle tempistiche della giustizia. Sindaco, vicesindaco e i sei municipali hanno dichiarato di volere "lavorare perché nulla di quello che è successo in passato possa ripetersi", ma "lontani dal clamore di coloro che fanno del dolore uno spettacolo". Per il Municipio, "nulla è stato insabbiato" e lo stesso "si è impegnato per agire con trasparenza, collaborando proattivamente con le istituzioni." Inoltre, si legge nella lista di chiarimenti, "in seguito ai fatti del 2011, sono state implementate una serie di misure per garantire la sicurezza e il benessere degli ospiti attraverso corsi di formazione e attività di prevenzione".

OC

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