
Le uscite focose del deputato Matteo Pronzini non lasciano indifferenti. C’è chi, però, ritiene che si sia superata la misura: il granconsigliere Fabio Badasci. In una lettera indirizzata all’Ufficio, Badasci (che ieri ha anche annunciato le sue dimissioni dal Gran Consiglio) chiede che durante le sedute “sia ripristinato il rispetto verso l’intero Gran Consiglio, il Consiglio di Stato e non da ultimo, i datori di lavoro”. In particolare, Badasci rimprovera al collega di aver tacciato i membri del Consiglio di Stato di “ladri”, si legge. “Inoltre e a più riprese, egli ha attribuito tale titolo pure ai datori di lavoro ticinesi che, a suo dire, rubano i soldi ai propri dipendenti”. Affermazioni, queste, che stando al deputato non “hanno avuto alcun richiamo formale o scritto da parte del vostro ufficio. Fatto questo già di per sé non accettabile”.
“Come imprenditore mi sento offeso”
“In qualità di piccolo imprenditore”, continua Badasci, “che lotta quotidianamente per offrire lavoro ai miei nove dipendenti e a un apprendista, tutti residenti in Ticino, mi sono sentito offeso, così come certamente si saranno sentiti offesi tanti altri datori di lavoro, persone oneste e che lavorano anche per garantire lo stipendio al Signor Pronzini, che in qualità di sindacalista incassa la tassa sindacale proprio dai dipendenti. Non va infatti dimenticato che i lavoratori dipendenti sono tali, proprio grazie al fatto che vi è qualcuno con qualità imprenditoriali che mette a rischio i propri mezzi per creare la ricchezza da poi ridistribuire ai più deboli”.
“Scuse pubbliche”
“Come ho cercato di spiegare ieri durante la seduta, ma purtroppo mi si è stata tolta la parola, volevo invitare il deputato Pronzini a scusarsi pubblicamente nei confronti dei datori di lavoro onesti e fargli capire che, prima di offendere con espressioni ingiuriose gli altri, sarebbe opportuno che egli consideri comunque il fatto che, lui, percepisce uno stipendio derivante dalle quote sindacali prelevate dagli operai, ma che nelle sue attività giornaliere fa di tutto invece che difendere i propri affiliati”.
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