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Ticino
Baby Paradise: l'accusa chiede 20 mesi
Redazione
16 anni fa
Prosegue il processo a carico dell'ex responsabile dell'asilo. Clarissa Torricelli: "L'imputata dava il peggio di sé in quell'asilo"

"Questo è un processo fortemente indiziario. Per questo motivo sarà importante la valutazione di tutti gli elementi agli atti, soprattutto a fronte di un'accusata che nega tutto bisogna stabilire il peso dei fatti". Insomma la Corte, al processo Baby Paradise, dovrà stabilire a chi credere secondo la procuratrice pubblica Clarissa Torricelli, che questa mattina in aula era impegnata nella sua requisitoria. E per l'accusa non c'è dubbio: le testimonianze agli atti sono coerenti e convergenti quindi credibili. "Le prime testimonianze risalgono già al 1996-1997 - i primi anni di attività del Baby Paradise - e tutte riferiscono di maltrattamenti. Stando a quanto riferiscono decine di ex dipendenti, molte delle quali hanno lavorato solo per qualche mese a causa dei metodi inaccettabili dell'imputata, i bambini venivano ingozzati, molti sono stati presi a sberle e chi non dormiva veniva sgridato. Il silenzio doveva essere assoluto, l'imputata dava il peggio di sé in quell'asilo", ha detto la procuratrice pubblica che ritiene accertati i fatti contenuti nell'atto di accusa. E questo nonostante l'accusata abbia sempre negato tutto. "Non siamo di fronte a un complotto. Non perché uno nega non ha commesso i fatti". Chiedendo quindi la conferma integrale dell'atto d'accusa, la procuratrice pubblica Clarissa Torricelli ha chiesto per l'imputata 20 mesi di detenzione sospesi per tre anni. [email protected]

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