
"Nulla di tutto ciò è vero". Non ha usato mezze parole l'accusata che nel primo pomeriggio davanti al giudice Marco Villa si è ancora dichiarata innocente su tutta la linea. La donna è l'ex direttrice dell'asilo Baby Paradise, accusata di ripetuta violazione del dovere di assistenza o educazione, di ripetuto abbandono, di ripetuta coazione e di tentata truffa ripetuta. "Parliamo dei bebé". Ha sentenziato il giudice aprendo il dibattito pomeridiano. Dalle dichiarazioni di dieci dipendenti è emerso che i bebè "stavano tutto il giono nel girello legato allo scivolo o nella sdraietta". E ancora: "Se un bebé continuava a piangere gli si metteva un ciuccio legato a uno straccio a mo' di bavaglio. E se continuava ancora veniva messo al buio senza alcun controllo finché non smetteva". "Non le sembra un po' strano - ha poi osservato il giudice - che già solo di questa cosa, me ne parlano dieci dipendenti che hanno lavorato in periodi diversi?". Ma non solo. A un certo punto, i genitori non sono più potuti entrare nell'asilo. E non è tutto. Una madre ha anche visto una dipendente mettere i "ciucci" dei bambini in un bicchiere di vino, Porto per la precisione. Per quanto riguarda l'igiene invece, l'ex direttrice usava fecola di patate al posto di borotalco, sapone di marsiglia al posto di detergenti, salviette di carta monouso al posto di salviette detergenti. "La mia sensazione è che lei abbia adottato dei sistemi di risparmio per guadagnare di più", ha detto ancora il giudice. [email protected]
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