
Arrestato con l’accusa di sequestro di persona e dopo qualche mese scagionato da tutte le accuse perché gli indizi di reato non hanno retto all’inchiesta del Ministero pubblico, questa mattina Don Azzolino Chiappini ha per la prima volta parlato della vicenda che lo ha visto protagonista. Lo ha fatto nel corso della trasmissione Millevoci di Rete Uno.
Don Chiappini ha narrato del suo arresto, dei suoi tre giorni di carcere preventivo alla Farera. Ci si sente “come una cosa”, ha spiegato. “È come se si fosse un pacco trasportato da un luogo all’altro”, ha raccontato.
Per quanto riguarda la vicenda, ha spiegato come la donna, una 48enne finlandese, vivesse da tempo a casa sua. “Abitava con me da diversi anni, addirittura una ventina d’anni: aveva cominciato come collaboratrice conoscendo le lingue e faceva un po’ di faccende domestiche”, ha spiegato Chiappini.
“Aveva un po’ di problemi di sonno, dei problemi a uscire. Non voleva uscire e non voleva far entrare nessuno in casa”. A tenere lontane le persone, però, era lo stesso sacerdote. “Credo che questo abbia dato il pretesto per le accuse. Hanno pensato: c’è qualcuno in casa, parla sempre lui, allora è sequestro”.
Chiappini ha spiegato che l’esistenza della donna fosse a conoscenza della Curia e di chi lo conosceva. Sentire immediatamente la donna avrebbe risolto prima la questione: “Sarebbe stata la cosa più semplice. La sua testimonianza è chiara e definitiva in un certo senso”, ha detto.
Ad aumentare i sospetti la mancanza del permesso di soggiorno della donna. Qui Chiappini ha ammesso un errore: “Il permesso è scaduto e non è stato rinnovato, questo è vero. C’è stata anche giustamente la contravvenzione, ma mi pare di poter dire che non è un motivo sufficiente per tutto quello che è accaduto”. Anche perché, ha aggiunto, il prelato pagava le imposte alla fonte per il lavoro della donna, fatto che sconfessa l’ipotesi che volesse tenere nascosta la sua presenza.
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