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Animali
Azione salvataggio anfibi, al via la ricerca di nuovi volontari
© Nicole Santi, biologa e collaboratrice Karch salvataggio anfibi
© Nicole Santi, biologa e collaboratrice Karch salvataggio anfibi
Redazione
un anno fa
Ogni anno, in Svizzera, oltre cinque milioni di anfibi vengono investiti mentre attraversano le strade. Per contrastare questa strage silenziosa, il Dipartimento del territorio (DT), in collaborazione con WWF Svizzera italiana e il Centro di Coordinamento per la Protezione degli Anfibi e dei Rettili in Svizzera (KARCH), rinnova l’appello ai volontari per l’Azione salvataggio anfibi, in programma tra febbraio e aprile.

Con l’arrivo della primavera, rane, rospi, salamandre e tritoni si risvegliano dal letargo e si mettono in marcia verso i loro luoghi di riproduzione. Un viaggio pericoloso, spesso letale: ogni anno, in Svizzera, oltre cinque milioni di anfibi vengono investiti mentre attraversano le strade. Per contrastare questa strage silenziosa, il Dipartimento del territorio (DT), in collaborazione con WWF Svizzera italiana e il Centro di Coordinamento per la Protezione degli Anfibi e dei Rettili in Svizzera (KARCH), rinnova l’appello ai volontari per l’Azione salvataggio anfibi, in programma tra febbraio e aprile.

Un’operazione che dura da oltre 40 anni

Da più di quattro decenni, grazie all’impegno di centinaia di volontari, vengono organizzate operazioni di salvataggio per aiutare gli anfibi a superare indenni le carreggiate. Il metodo è tanto semplice quanto efficace: squadre di volontari posano barriere temporanee ai bordi delle strade trafficate e, durante le ore serali (soprattutto in caso di pioggia), raccolgono gli animali per portarli in sicurezza dall’altra parte. Oltre a salvare migliaia di esemplari ogni anno, queste operazioni forniscono dati preziosi sulla migrazione, consentendo di individuare i punti critici e, dove possibile, costruire sottopassi dedicati alla piccola fauna. Tuttavia, non sempre è possibile realizzare queste infrastrutture e in molte aree il salvataggio manuale resta l’unica soluzione.

Dove si interviene e come partecipare

Le azioni di salvataggio sono già attive in diverse località della Svizzera italiana, tra cui Barbengo, Camorino, Caslano, Castel San Pietro, Davesco, Figino, Locarno, Lodano, Lumino, Magadino, Meride, Muzzano, Origlio, Riva San Vitale, Sant’Antonino, Somazzo e Vogorno. Quest’anno, si cercano inoltre volontari per monitorare il tratto tra Molinazzo di Monteggio e Ponte Tresa, nella zona di Madonna del Piano. Chiunque voglia partecipare può iscriversi sul sito del WWF Svizzera italiana. L’invito è rivolto a tutti coloro che vogliono dare un contributo concreto alla tutela della biodiversità, mettendo a disposizione anche solo qualche ora del proprio tempo.

Un appello agli automobilisti

Parallelamente, si invita chi si trova al volante a guidare con prudenza lungo i tratti segnalati con appositi cartelli, specialmente nelle ore serali e in caso di pioggia, quando la presenza di anfibi sulla strada è più massiccia. Un piccolo gesto che può fare la differenza per la sopravvivenza di queste specie, sempre più minacciate.