
È tramite una lettera aperta intitolata "Bufale nostrane" che il già segretario del Partito del lavoro (PDL) Norberto Crivelli reagisce alla convocazione del congresso del Partito Comunista (PC) per il prossimo sabato 26 settembre al Palazzo dei congresssi di Lugano (vedi articolo suggerito).
Crivelli, che dopo essersi allontanato dal PC è stato tra i fondatori del Partito operaio popolare (POP), contesta in particolare il fatto che il segretario politico Massimiliano Ay abbia parlato di 23esimo congresso del "Partito Comunista, già Partito del lavoro".
A suo dire si tratta di "nomi e numeri inventati", usati "per imbrogliare le carte e gettare fumo negli occhi delle cittadine e dei cittadini".
"Solo il POP può fregiarsi della dicitura "già PDL" e non il PC che non fa parte del Partito svizzero del lavoro perché espulso nel dicembre 2014 dal suo congresso per il mancato rispetto degli statuti e manifesta incoerenza con la politica del partito su temi di politica estera" scrive Crivelli nella sua lettera aperta, riportata oggi dal Corriere del Ticino. "Le radici e le filiazioni non si comperano né si inventano."
Poi Crivelli passa alle accuse al segretario politico Ay, che deve ancora decidere se sollecitare un nuovo mandato. "Ha rottamato, come Renzi, tutti i vecchi dirigenti perché meno facili da piegare ai suoi voleri, così come i giovani non disposti ad obbedire ciecamente ai suoi diktat" scrive Crivelli, secondo cui qualsiasi legame tra PC e PDL risulta "risulta una pura menzogna".
Infine l'ex segretario del PDL contesta che quello di sabato prossimo sia il 23esimo congresso. "Va ridimensionato cancellando il 2 davanti al 3" conclude Crivelli. "Si tratta infatti del terzo congresso dopo la rottamazione."
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