
Un avvocato svizzero, 40 anni, nato a Zurigo e residente a Lugano, è coinvolto in un’inchiesta della Guardia di Finanza che sabato notte a Roma ha portato all’arresto di 5 persone. Né da notizia il caffè. All’origine delle accuse una bancarotta fraudolenta che ha sottratto 2,5 milioni di euro a una società gestore di call center. Nei confronti del legale è scattata un’ordinanza di custodia cautelare e in queste ore sta partendo una richiesta di estradizione, dopo che l’uomo non si era presentato in caserma. L’operazione è scattata dopo il fallimento della “International Resseling Corporation Srl”, società nata originariamente per operare nel settore dei “call center” riconvertitasi poi alla compravendita di traffico telefonico. Secondo gli inquirenti, la società, dopo aver acquisito ricavi ingenti, è stata svuotata del suo patrimonio attraverso fraudolente operazioni finanziarie consistenti in fittizie compravendite di software con una società di Hong Kong, attraverso l'intermediazione di un cittadino extracomunitario del Burkina Faso. Il denaro distratto è stato dapprima trasferito in Svizzera, passando da una banca della piazza di Lugano, e poi è finito sui conti correnti personali degli indagati. Proprio l'operato dell'avvocato svizzero e di un commercialista milanese hanno consentito agli altri indagati di sottrarre dalle casse sociali oltre 2,5 milioni di euro e dissimulare lo stato di dissesto societario. Ora si attende la risposta di Berna che dovrà decidere se accordare la richiesta della magistratura italiana sull’arresto dell’avvocato.
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