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"Avventuroso parlare di riforma sostenuta dai docenti"
"Avventuroso parlare di riforma sostenuta dai docenti"
"Avventuroso parlare di riforma sostenuta dai docenti"
Redazione
8 anni fa
Lorenzo Quadri replica a Manuele Bertoli su La scuola che verrà: "A me risulta che l'86% non abbia risposto al sondaggio..."

Non si è fatta attendere la replica del direttore del Mattino della Domenica Lorenzo Quadri alle dichiarazioni del direttore del DECS Manuele Bertoli, secondo cui il domenicale leghista avrebbe raccontato frottole riguardo La scuola che verrà (vedi articolo suggerito).

“A me risulta che l'86% di docenti non abbia risposto al sondaggio sulla "scuola rossa", evidentemente in segno di dissenso – esordisce Quadri - L'89% di quelli che hanno risposto alle 103 domande (hanno detto di essere contrari alla sperimentazione nella loro sede. Alla consultazione scritta hanno partecipato 10 sedi di scuola media su 35”.

“Davanti a queste cifre, è un po' avventuroso parlare di riforma sostenuta dai docenti. Consenso, per me, è un'altra cosa. Ma probabilmente, in quanto membro del comitato referendario, ho la mente contorta”.

“Che la riforma-Bertoli sia improntata all'egualitarismo ideologico di sinistra, non è l'ennesima fantasia del solito leghista populista e razzista e dalla mente notoriamente contorta – prosegue Quadri -L'andazzo emerge dai documenti ufficiali sulla Scuola che verrà. Lì, tra un mare di incredibili contorsionismi, si legge che la differenziazione pedagogica serve proprio a 'promuovere il passaggio da una democrazia delle possibilità verso una democrazia della riuscita'. Se questo non è egualitarismo e conseguente livellamento verso il basso…”

“Quanto alle verifiche taroccate, per farsi dire quello che si vuole sentire, il CdS Bertoli mi scuserà se non sono proprio nato ieri: le statistiche della SECO e dell'IRE su disoccupazione ed effetti del frontalierato in Ticino sono un esempio illuminante di come funziona il meccanismo. Basta attribuire al verificatore il mandato 'giusto', con gli indicatori 'giusti', ed il gioco è fatto. Se poi il verificatore dovesse per disgrazia anche essere legato a filo doppio con il Dipartimento...”

“Ribadisco anche che i partiti cosiddetti borghesi - a cominciare dal PLR che ha retto il DECS per oltre un secolo ed ora si trova ridotto al ruolo di ancella - si sono fatti infinocchiare. Questo è un merito del capodipartimento. Il PLR ha proposto un modello alternativo destinato ad essere asfaltato, ciò che non farà che rafforzare la "scuola rossa" proposta da Bertoli e dai vertici del DECS”.

“Senza dimenticare che la "scuola che verrà" costerà 35 milioni all'anno. La sperimentazione triennale, dal canto suo, ne costerebbe invece 6.7: ci mancherebbe che su simili progetti, e con in ballo simili cifre, il cittadino non si potesse esprimere democraticamente”, conclude il direttore del Mattino della Domenica.

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