Cerca e trova immobili
Votazione cantonale
AVS 21, Boscolo e Maderni a confronto
Teleticino
4 anni fa
La consigliera comunale socialista, contraria alla riforma, e la deputata liberale, favorevole, spiegano le loro ragioni in vista della votazione di domenica 25 settembre.

Il 25 settembre è ormai alle porte e tra i tanti temi in votazione c’è la riforma AVS. Il suo obiettivo è garantire l’equilibrio finanziario dell’assicurazione per la vecchiaia per i prossimi dieci anni e mantenere il livello delle rendite. La proposta principale riguarda le donne, che invece di andare in pensione a 64 anni, lo faranno a 65. L’ adeguamento scatterà un anno dopo l’entrata in vigore della riforma e sarà graduale: l’incremento è di tre mesi ogni anno. A partire dal 2028 dunque le donne andranno definitivamente in pensione alla stessa età degli uomini.

Le misure compensative previste per le nate tra il 1961 e il 1969

Sono comunque previste misure compensative per tutte quelle donne che sono prossime al pensionamento, ha rassicurato Consiglio federale. Chi si trova nella fascia di transizione, ovvero chi è nata tra il 1961 e il 1969, beneficerà di un supplemento versato a vita se non anticiperà la riscossione della rendita, e di aliquote di riduzione ridotte se invece questa riscossione intende anticiparla. 

Riscossione flessibile

Viene introdotta anche una flessibilizzazione della riscossione. Gli uomini potranno scegliere di andare in pensione tra i 63 e i 70, le donne tra i 62 e 70 anni. Ci sarà inoltre la possibilità di anticipare o rinviare la riscossione anche solo di una parte della rendita. Infine vengono adeguate anche le aliquote. 

Finanziamento supplementare

La riforma prevede anche un finanziamento supplementare, che contempla un aumento dell’IVA dello 0,4%. I ricavati andranno naturalmente a favore dell’AVS, ma attenzione. L’aumento dell’IVA è contenuto in un decreto a parte anch’esso in votazione il prossimo 25 settembre. La riforma potrà entrare in vigore soltanto se sia AVS 21 che il finanziamento supplementare verranno accolti dal popolo svizzero.

Il confronto Maderni-Boscolo

“Questa riforma è necessaria e urgente”, sostiene Cristina Maderni del PLR, precisando che “è necessaria perché dobbiamo garantire le rendite fino al 2030, è urgente perché presto nei prossimi anni le entrate dei contributi non saranno più sufficienti all’esborso che ha l’AVS a favore delle rendite e queste erode il fondo di compensazione”. Maderni ritiene inoltre falso che la riforma "peserà sulle spalle delle donne, ma andiamo a una parificazione dell’età pensionabile, come era già nell’anno 1948 quando è stata creata l’AVS”. Una tesi sostenuta anche dal consigliere federale del PS Alain Berset che ribadisce “che la riforma permetterebbe di stabilizzare le finanze AVS per 10 anni e garantire l’attuale livello di rendite". Per Lisa Boscolo (PS), c’è qualcosa che non va in questo discorso. “Innanzitutto Alain Berset rappresenta il Consiglio federale, quindi non il Partito Socialista perciò possiamo benissimo avere un’opinione diversa”, spiega la consigliera comunale socialista, precisando che “è importante una riforma globale del sistema pensionistico che non comprenda solo ed esclusivamente l’AVS che - lo sappiamo benissimo e lo difendiamo anche noi - necessita di una riforma, ma con la R maiuscola non con quella di adesso che è una R minuscola, quindi con un aumento delle rendite che vanno rafforzate per continuare a seguire il principio del primo pilastro, ovvero una ridistribuzione sociale e una solidarietà tra chi guadagna alti redditi e chi bassi redditi”. Boscolo ha poi sottolineato come una buona parte delle donne “vivono solo grazie al primo pilastro perché non hanno accesso al secondo, figuriamoci al terzo pilatro. Noi crediamo che sia arrivato il momento di fare una riforma a 360° senza peggiorare le condizioni delle donne, che si vedono risparmiare sulle proprie spalle 26mila franchi all’anno”.

I tag di questo articolo