
Un incidente del genere non può lasciare indifferenti. Coloro che, dopo lunga attesa, sono riusciti a transitare accanto al TIR rovesciato sulla A2, hanno faticato a contenere i brividi. Uno scenario davvero raccapricciante, che solo ora, a diverse ore di distanza, comincia a lasciare spazio alla normalità.
Tra coloro che stamane hanno vissuto momenti di terrore, vi è pure un nostro lettore di Sant'Antonino. Il quale ha voluto mettere per iscritto le sensazioni provate durante e dopo l'incidente, accaduto pochi metri sopra casa sua.
"Vorrei lasciare una testimonianza sul tragico incidente di oggi con una riflessione" scrive il nostro lettore. "Oramai è passata qualche ora e le cose vanno normalizzandosi, sia dal profilo stradale che da quello emotivo."
"Erano quasi le sei e trenta quando, come molta popolazione di S. Antonino abitante vicino all'autostrada, sono stato svegliato da un rumore fortissimo. Ero disorientato e non ho colto subito quanto successo. Il colpo sembrava quasi fosse uno sparo, di quelli provocati da un’arma per scacciare i merli dai campi, ma molto più intenso e prolungato."
"Mi sono rimesso a dormire, ma non ho fatto attempo ad addormentarmi che le prime sirene del pronto intervento hanno attirato di nuovo la mia attenzione. Ho pensato fosse scoppiato qualcosa nelle industrie del comune, ma scorgendo la zona industriale dalla mia camera non ho visto nessun tipo di anomalia. Nel frattempo i veicoli insistevano nel sopraggiungere in gran numero e quindi rimaneva solo la possibilità dell’autostrada. Sono andato sul sentiero che costeggia il viadotto vedendo il disastro."
"Fa strano vedere un tir accartocciato in quel modo contro la montagna sul muro di protezione. Si è compresa subito la gravità dell’accaduto, anche se non ho scorto l’auto sotto i rottami dell’autocarro. Gravità confermata dal sopraggiungere dell’elicottero della Rega che dava però anche qualche speranza sulle condizioni dei malcapitati, ovviamente gravi."
"Alla fine questo brusco risveglio si affievolirà, ma rimane intatta la perplessità che se quel autocarro, anziché sbandare verso sinistra invadendo addirittura l’altra via dell’autostrada che sale da sud verso nord, fosse andato a destra… me lo sarei trovato sul terrazzo di casa mia (e chissà poi se si sarebbe fermato solo a quello vista la dinamica e la forza d’urto presa sulla strada) con tutte le conseguenze immaginabili."
"Pertanto ben vengano quelle decisioni importanti del popolo svizzero" conclude il nostro lettore, "che negli anni Novanta volle trasferire il traffico pesante dalla strada alla ferrovia con il progetto Ferrovia 2000."
Per quanto riguarda gli aggiornamenti sull'incidente, a breve dovrebbe giungere un comunicato della Polizia sulla condizioni di salute dei due feriti (di cui uno è tuttora in pericolo di vita) e sullo stato del ripristino della viabilità stradale.
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