
Un gufo e un airone guardabuoi, uno a Magadino e l'altro a Melano. Sono i due volatili in cui è stato rinvenuto il ceppo H5N1 dell'influenza aviaria, la cui notizia è stata diffusa dal Dipartimento di sanità e socialità (DSS) venerdì 30 gennaio. Due casi distinti in due diverse regioni del Cantone, venuti alla luce dopo che l'Ufficio del veterinario cantonale - da noi contattato - li ha «campionati pochi giorni fa a distanza di due giorni l’uno dall’altro».
Il rinvenimento
Il veterinario cantonale Luca Bacciarini ci ha poi spiegato che la malattia è diffusa in tutta Europa da diversi anni, «motivo per cui nei periodi invernali la normativa prevede un monitoraggio dell'influenza aviaria negli uccelli selvatici, la quale chiede che gli animali trovati morti vengano campionati (volatili acquatici, rapaci o altri casi ritenuti sospetti)», come spiegato anche sul portale dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV).
Rischio elevato di contagio in Ticino
Per quanto riguarda, invece, il rischio che la malattia si diffonda anche ad altri volatili sul territorio, Bacciarini ha sottolineato che in Svizzera la malattia è già presente negli uccelli selvatici; dunque, «attualmente il rischio di contagio di volatili domestici è elevato». Per questo è importante «evitare il contatto tra animali domestici e selvatici adottando le misure di biosicurezza, nonché segnalare tempestivamente casi sospetti in volatili tenuti in cattività al proprio veterinario di fiducia».
Monitoraggio
Al momento, prosegue il veterinario cantonale, sono in vigore le misure intimate con l’ordinanza dell’USAV del 6 novembre scorso, «a cui si aggiungono le misure di monitoraggio descritte in precedenza». Ma in caso di ulteriori ritrovamenti «potrebbero essere istituite delle zone di controllo supplementari». Nel caso ci si dovesse imbattere in una carcassa, è infine importante «non toccare l’animale e rivolgersi al guardacaccia di picchetto o al 117». In caso sia necessario spostare l’animale, «è importante indossare i guanti e disinfettarsi le mani».

