
Hugo Chavez è morto, sconfitto da quel cancro contro cui ha tenacemente combattuto in questi ultimi tempo. Un leader discusso, Chavez, ma che indubbiamente ha portato avanti diverse lotte sociali a favore del popolo venezuelano, che oggi lo piange. Così come lo piange l’oncologo ticinese Franco Cavalli, uno dei pochi svizzeri che hanno avuto l’occasione di conoscere Chavez di persona. Il medico, però, si limita al ricordo di un incontro avvenuto quando Chavez era ancora in piena forma, preferendo non commentare le voci che lo indicavano presente, poche settimane fa, all'ospedale cubano dove il presidente venezuelano era in cura.L'incontro in Venezuela“L’ho incontrato una volta sei-sette anni fa, quando sono andato a una manifestazione politica che lui teneva per salutare i primi medici venezuelani che tornavano da Cuba, dove erano stati formati” ricorda Cavalli. “L’ho incontrato alla fine di questa manifestazione. Era una persona con un carisma enorme, che riusciva a tradurre in parole semplici concetti politici e filosofici complessi.” In 14 anni raggiunti grandi traguardiE il Venezuela ha ampliamente beneficiato di questo suo modo rivoluzionario di vivere la politica, secondo Cavalli. “Chavez ha trasformato profondamente il Venezuela, che al suo arrivo al potere era un Paese con una piccola oligarchia che dominava in modo violento la società, dove c’era il 70% della popolazione sotto il limite della povertà. Lui nei suoi 14 anni di Governo è riuscito a ridurre perlomeno della metà la povertà. E a far sparire l’analfabetismo.” Maduro non è Chavez, avrebbe persoConquiste che ora sono fortemente a rischio. “Sì, il futuro del Venezuela è a rischio, perché quello che sarà il candidato alle prossime elezioni, Maduro, non ha di certo lo stesso carisma di Chavez. In ottobre avrebbe perso contro il candidato della destra, che è una sorta di Berlusconi venezuelano. Maduro potrebbe però essere favorito dall’ondata emotiva suscitata dalla morte di Chavez.” Rischio guerra civile?Chavez non ha solo ottenuto molte conquiste sociali, ma ha pure giocato un ruolo chiave nel processo di unificazione latino-americana. “Lui era la punta di diamante di questo processo, che ora è in forte pericolo. Ma penso che se in Venezuela dovesse vincere la destra e annullare tutte quelle che sono state le conquiste sociali che Chavez ha portato nel Paese, nonché interrompere l’unificazione dell’America Latina, ci sarebbero degli scontri violenti. Non escludo nemmeno una guerra civile. A sostegno di Chavez c’è la grande maggioranza della popolazione, un movimento di milioni di persone che non accetteranno mai un ritorno al passato.” Quale complotto?Per concludere Franco Cavalli afferma di non credere alle voci che parlano di complotto. Secondo alcuni, il cancro sarebbe stato inoculato a Chavez, per toglierlo di scena. “In questo momento si dice un po’ di tutto, ma queste sono speculazioni, cui io non credo proprio.” AS
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