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Ticino
Avete subito misure coercitive prima del 1981?
Avete subito misure coercitive prima del 1981?
Avete subito misure coercitive prima del 1981?
Redazione
10 anni fa
Il Canton Ticino vi offre il suo sostegno per ottenere il contributo di solidarietà stanziato dal Consiglio federale

Come gli altri Cantoni svizzeri, anche il Ticino fornisce sostegno alle persone che hanno subito misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari prima del 1981.

La Legge federale, che entrerà in vigore il 1. aprile 2017, riconosce infatti alle vittime il diritto a un contributo di solidarietà, quale riparazione delle ingiustizie subite. Il Cantone offrirà quindi da subito il proprio sostegno alle persone interessate a presentare una domanda di un contributo di solidarietà. A questo scopo, è possibile consultare una pagina web con informazioni sulla procedura.

Sono migliaia le persone in Svizzera che, dai primi decenni del XX secolo al 1981, hanno visto la loro libertà violata con misure coercitive a scopo assistenziale o da collocamenti extrafamiliari: separazioni dalle proprie famiglie (bambini e giovani mandati a servizio, dati in affido o collocati in istituti), internamenti amministrativi (collocamenti in istituti chiusi, talvolta penitenziari, senza decisione giudiziaria), violazioni dei diritti riproduttivi attraverso sterilizzazioni e aborti forzati, adozioni forzate e sperimentazioni illegali di farmaci.

Il processo di rielaborazione di questo fosco capitolo della storia recente della Confederazione ha avuto inizio nel 2013, con il riconoscimento ufficiale dell’accaduto da parte del Consiglio federale e le scuse ufficiali presentate da Simonetta Sommaruga, a nome di tutto il Governo. Una Legge recentemente approvata dal Parlamento federale prevede ora il versamento di un contributo di solidarietà, quale riparazione per le ingiustizie subite; il Consiglio federale ha così stanziato un credito complessivo di 300 milioni di franchi, che andrà ora diviso in maniera uguale tra tutte le vittime. L’importo versato a ogni beneficiario dipenderà infatti dal numero totale delle domande accettate, ma sarà uguale per tutti e non potrà in ogni caso superare i 25 mila franchi.

Per ottenere il contributo di solidarietà occorrerà inoltrare una domanda all’Ufficio federale di giustizia entro il 31 marzo 2018 attraverso un modulo specifico. Le autorità cantonali – tramite il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati e l’Archivio di Stato del Cantone Ticino – forniranno assistenza alle vittime per la ricerca della documentazione necessaria e la compilazione del modulo. Le richieste verranno trattate con la massima riservatezza e nel pieno rispetto della protezione dei dati personali.

Tutte le informazioni sulla procedura possono essere consultate sulla pagina web ufficiale: http://www4.ti.ch/dss/dasf/uap/dlav/temi/misure-coercitive/

Un foglio informativo è inoltre ottenibile in tutte le Cancellerie comunali del Cantone.

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