Cerca e trova immobili
Cantonali 2023
Avanti e Ticino&Lavoro vogliono Amalia Mirante in Governo
© Ticinonews
© Ticinonews
Redazione
3 anni fa
Fra le novità delle prossime elezioni cantonali c’è anche la lista Avanti e Ticino e Lavoro, che ambisce a un seggio in Consiglio di Stato.

Giovanni Albertini, Evaristo Roncelli, Sladjana Pansera, Amalia Mirante e Paolo Muschietti. Cinque volti sorridenti che ieri sera hanno dimostrato di crederci: un candidato – o meglio, una candidata – della lista Avanti con Ticino&Lavoro potrebbe infatti entrare in Governo. La lista ambisce a un seggio in Consiglio di Stato e “l’obiettivo principale rimane quello di spingere e provare a ottenere un posto in Consiglio di Stato per Amalia Mirante”, ci ha detto Evaristo Roncelli, a sua volta candidato. Per quanto riguarda invece il Gran Consiglio “ci affidiamo alla popolazione: noi portiamo il nostro progetto e la voglia di cambiamento, speriamo quindi che questa cosa venga recepita positivamente”. Ma Amalia Mirante, chi andrebbe a sostituire? “Diciamo che di posti nel Consiglio di Stato ce ne sono 5, quindi non si tratta di prendere il posto di qualcuno, ma è lei che entra in Consiglio di Stato perché crediamo fermamente che possa portare una voce e un modo di fare diverso”. Mirante, sempre a detta di Roncelli, potrebbe quindi portare “un’esperienza diversa in quello che io oggi chiamo il club del calcetto del Governo”.

“Bisogna far sentire la nostra voce a Berna”

Avanti, sorto dalla scissione con il Partito socialista, si è unito al Movimento Ticino&Lavoro. Cinque candidati al Governo e altri 90 al Gran Consiglio, con persone affini sia alla destra sia alla sinistra: il fil rouge è quindi un programma che mette al centro il lavoro, con pochi obiettivi, ma - secondo Avanti e Ticino&Lavoro - tutti raggiungibili, anche la priorità ai residenti. Un tema tuttavia di competenza federale, ma Amalia Mirante sostiene che per avere maggior attenzione al lavoro dei residenti “non bisogna per forza violare l eleggi o le norme, o appigliarsi sempre a regole che dipendono da altri: bisogna avere la volontà di fare in modo che ci sia un’attenzione particolare alle persone che vivono in questo Cantone”. Ma cosa può fare il Ticino in questo senso? “Può iniziare ad avere una collaborazione molto più attiva con le aziende, sia in ambito delle assunzioni sia a livello della formazione professionale”, spiega Mirante, tirando in ballo anche il tema degli accordi bilaterali, i quali  “penalizzano in maniera importante il Canton Ticino e in questo senso bisogna far sentire la nostra voce a Berna. Quindi dobbiamo farci sentire in ambito di perequazione finanziaria e di spostamento di posti di lavoro dell’Amministrazione federale in Ticino”, ha concluso Mirante.

“Concorsi e appalti pubblici già predestinati? Non si è al passo coi tempi”

Avanti e Ticino&Lavoro vogliono proporre volti nuovi. “Sono persone che trovereste a carnevale, al bar o in associazioni sportive”, ha spiegato Evaristo Roncelli. “Nessuno di noi proviene da grandi dinastie e nessuno ha trovato tappeti rossi spianati davanti a sé”. Secondo i candidati in lista, la politica ticinese e l’amministrazione pubblica sono caratterizzate da un alto tasso di nepotismo, contro cui occorre fare qualcosa. “Molte persone si lamentano di concorsi e appalti pubblici già predestinati”, sottolinea Roncelli, “ma si lamentano anche di posizioni di prestigio occupate solo per appartenenze politica, come quelle della Magistratura o dei Consigli di Amministrazione delle aziende pubbliche”. Elementi su cui il partito Avanti con Ticino&Lavoro ritiene non essere più al passo coi tempi.

Pet Therapy negli ospedali: “un valore aggiunto”

In attesa del 2 aprile Avanti e Ticino e Lavoro hanno lanciato la loro prima battaglia comune: la Pet Therapy negli ospedali. Un’iniziativa che sta molto a cuore a Giovanni Albertini, il quale spiega che secondo loro “può portare valore aggiunto a livello ospedaliero”. Al momento è infatti prevista esclusivamente a livello sociale, quindi facendola a livello ospedaliero, formando nuove figure professionali, “si creano posti di lavoro da un lato e dall’altro si dà al paziente e all’ospedale un atou in più”. Adesso è in corso una petizione online per raccogliere le firme necessarie, “in 10 giorni siamo arrivati a 800. Scenderemo poi in piazza a Bellinzona e Lugano a raccoglierne altre e a far conoscere il progetto alla gente, per poi presentare una mozione concreta”, ha concluso Albertini.

I tag di questo articolo