Politica
Avanti con Ticino&Lavoro dice no alla «Dichiarazione di Ascona» dell'UDC
Redazione
29.10.2026 12:12

Foto: ©Gabriele Putzu
Il movimento di Amalia Mirante non firma l'impegno sulle tasse fino al 2031 e contesta termini e scadenze dell'UDC: «È marketing elettorale»
La decisione. Avanti con Ticino&Lavoro non aderisce alla «Dichiarazione di Ascona» proposta dall'UDC. Un documento che impegna a «non proporre né votare alcun aumento di imposte, tasse o balzelli a carico di cittadini e imprese per tutta la legislatura 2027-2031. Il no è messo per iscritto in una lettera aperta firmata da Amalia Mirante, che contesta anche il termine e la pubblicazione delle risposte fissati dall'UDC.
La dichiarazione. «Con quale autorità l'UDC fissa condizioni e scadenze agli altri partiti? Nessuno vi ha nominati revisori della serietà altrui», scrive Mirante. Per il movimento, chiedere agli altri di firmare un principio, come il contenimento della spesa, «senza mettere sul tavolo un solo numero» è «marketing elettorale un tanto al chilo, non politica finanziaria seria».
Gli altri partiti. Avanti con Ticino&Lavoro è la prima forza politica a esprimersi pubblicamente. Nel frattempo anche il deputato Matteo Pronzini ha fatto sapere cosa ne pensa l'MPS: «Va nel cestino«, ha dichiarato durante la puntata di Matrioska, stralciando in diretta il documento.
La lettera di Avanti con Ticino&Lavoro
Abbiamo ricevuto la vostra lettera del 27 ottobre, con la quale ci chiedete di aderire alla “Dichiarazione di Ascona”, documento in cui vi impegnate a “non proporre né votare alcun aumento di imposte, tasse o balzelli a carico di cittadini e imprese per tutta la legislatura 2027–2031”. Vi rispondiamo entro il termine, come pretendete e pubblicamente: visto che siete stati voi a dirci che le risposte sarebbero finite sui giornali, vi risparmiamo la fatica. La risposta è no e basterebbe così. Ma siccome pare che esigiate anche una motivazione scritta, eccola. Un termine “entro e non oltre”, l'obbligo di giustificarsi in caso di rifiuto, l'annuncio che le risposte saranno rese pubbliche e, in fondo alla pagina, la riga già pronta per la mia firma sotto le vostre: questo non è un invito al confronto, è un compito in classe con il sorvegliante che passa tra i banchi. Il gioco del “firma qui, oppure spiega a tutti perché non firmi” lo lasciamo ai ragazzi delle scuole media (con il massimo rispetto). Gli elettori, anche i vostri, meritano qualcosa di meglio, francamente. L'idea, del resto, non è nemmeno nuova: è la copia del giuramento antitasse che una lobby americana fa firmare ai candidati da quarant'anni. Importarla ad Ascona non la rende più seria. Con quale autorità l'UDC fissa condizioni e scadenze agli altri partiti? Nessuno vi ha nominati revisori della serietà altrui. Rispettiamo i vostri elettori come quelli di chiunque altro, ma il rispetto non si trasforma in obbedienza, e una lettera su carta intestata non fa di un partito un'istituzione. Il disavanzo di 98,5 milioni nel preventivo 2027, e i deficit ancora più pesanti negli anni seguenti, non si curano con una frasetta a effetto. Promettere oggi come si voterà per quattro anni, senza sapere che cosa deciderà Berna sui tagli federali, quanto peserà la riforma del finanziamento sanitario, come andranno l'economia e le entrate, non è serietà: è un giochetto elettorale. “Contenimento della spesa” è una formula che si può sottoscrivere, certo. Ma quale spesa? Dove? A carico di chi, e con quali effetti su famiglie, lavoratori e le imprese che dite di voler proteggere? La vostra dichiarazione non lo dice. Chiedere agli altri di firmare un principio senza mettere sul tavolo un solo numero è marketing elettorale un tanto al chilo, non politica finanziaria seria. Avanti con Ticino&Lavoro ha scelto un'altra strada, sin dall’inizio. Il nostro primo atto in Gran Consiglio è stato quello di chiedere una spending review, un’analisi seria della spesa, affidata a un ente esterno e non politico. Nessuno, tanto meno l’UDC, ha sostenuto questa richiesta di puro buonsenso. Abbiamo sollecitato più volte una risposta e una presa di posizione e l’ultima volta, qualche settimana fa, con un'interpellanza abbiamo chiesto al Consiglio di Stato un piano di risanamento vero, prima della fine della legislatura: obiettivi, misure, tempi, conseguenze per chi vive e lavora in Ticino. È su questo terreno che siamo pronti a confrontarci con tutti, UDC compresa. Stiamo ancora aspettando… Grazie caro Presidente e Capogruppo per aver pensato a noi. Ma non firmiamo cambiali in bianco, a nessuno. Il nostro impegno è con le cittadine e i cittadini, ai quali presenteremo le nostre proposte sulle finanze cantonali, con le cifre, e su quelle ci faremo giudicare. Non sotto dettatura e non con una scadenza decisa da altri. Se l'UDC vuole davvero contribuire al risanamento dei conti, lo faccia senza annunci e senza giochetti.

