
Per i prossimi giorni possiamo stare ancora tranquilli, ma poi l’inverno arriverà, portando con se aria d’origine polare e temperature al di sotto della media stagionale, per quello che potrebbe essere uno degli inverni più freddi degli ultimi anni. Lo conferma, ai microfoni di Ticinonews, il meterologo Luca Nisi di Locarno-Monti: “Le prossime due settimane tendenzialmente la pressione sull’Europa centrale e sull’Italia risulta essere piuttosto bassa, il che significa che sopra le nostre teste ci sarà una zona di bassa pressione con aria di origine polare al suo interno. È una situazione che capita frequentemente in autunno e in inverno, a livello di temperature quindi andiamo verso un periodo che sarà sotto la media stagionale”, spiega Nisi.
Aumenta la possibilità delle nevicate
Il clima però non scontenterà necessariamente tutti, gli amanti della neve infatti potrebbero avere di che sorridere: “Nelle prossime settimane il tempo resterà molto variabile e spingendosi verso la seconda metà di novembre, se ci saranno precipitazioni il limite delle nevicate tende a rimanere al di sotto dei 2’000 metri”, spiega Nisi, che aggiunge “se ci fosse un afflusso di aria molto calda questa soglia può salire, ma non è il caso delle prossime settimane. Quindi per chi aspetta la neve in montagna ci sono elementi che giocano a favore”.
Un autunno d’altri tempi
Un altro indicatore che fa prospettare un inverno rigido è il computo delle gelate autunnali, che a metà autunno sta battendo già tutti i record degli ultimi 5 anni, come conferma sempre Luca Nisi: “Se calcoliamo il periodo tra il 2015 e il 2020, anni molto caldi in tutte le stagioni, si mostrava una frequenza di gelate autunnali compresa tra le zero giornate del 2018 e le 7-10 giornate al massimo. L’autunno 2021, almeno in questa prima parte, sembra essere un autunno di altri tempi con gelate al suolo piuttosto precoci e frequenti, basti pensare che la stazione di Stabio finora ne ha registrate ben 17”.
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