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Ticino
Autunno fa rima con funghi: i segreti dei fungiàtt tra raccolta, regole e sicurezza
L’autunno è alle porte e siamo già in piena stagione di funghi. Dai limiti di raccolta consentiti al rispetto per la natura passando per l’abbigliamento adatto. Ne abbiamo parlato con un fungiàtt ticinese.

Settembre: quale periodo migliore per andare alla ricerca di funghi? In biologia il regno dei funghi conta 700'000 specie e solo il 10% a livello mondiale è considerato commestibile. Per natura, l’essere umano si spinge alla ricerca proprio di quel 10%. E il Ticino è una terra adatta: porcini, finferli, chiodini e mazze di tamburo. Come i cani da tartufo, i fungiàtt ticinesi scannerizzano il sottobosco per trovare gli esemplari più belli, i più grandi o i più buoni. Lo sa bene Paolo Stagni, del gruppo fungiàtt ticines, che si oppone alla raccolta di massa: «Le foto ammesse nel nostro gruppo Facebook sono quelle del fungo, cioè dell'oggetto in sé, contestualizzato nel suo habitat. Quindi: la foto del fungo nel bosco col sottobosco, l'albero, il video dove si vedono più funghi, magari di diverse specie, perché non deve essere esclusivamente funghi commestibili».

Il fungo è da pulire in loco

Raccolta di massa che trova ostacoli anche per la legge. Il massimo consentito in Ticino è infatti 3kg a persona. Limite di gran lunga superato da due uomini che il 5 settembre sono stati fermati dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini con 30kg di funghi. Importante poi pulire il fungo in loco: «Fondamentale essere dotato di un coltellino a lama curva con lo spazzolino perché il fungo si pulisce nel punto di raccolta per far sì che le spore permettano un giorno di far ricrescere il fungo nella medesima posizione e possa essere ancora raccolto da altre persone», ci spiega Stagni.

La sicurezza prima di tutto

Nel 2019 Stagni ha subito un grave infortunio proprio quando era all’opera nella ricerca di funghi. Un episodio che l’ha segnato, ma che rafforza ancora di più un concetto importante: la sicurezza prima di tutto. Cartine, scarpe, abbigliamento adatto, un kit e, soprattutto, affiliarsi alla Rega. «Contrariamente ad altri amo ricordare ogni volta che la troppa sicurezza è la fonte del danno», racconta Stagni. «Sono scivolato in un canalone e ho spezzato il malleolo. Ho dovuto soffrire per risalire in un punto in cui il telefono funzionasse per chiamare la Rega. Onore e gloria a costoro, perché sono le persone che mi hanno salvato la vita». Dove andare a trovarli? L’omertà fungina è famosa in tutto il mondo, ma noi ci abbiamo provato comunque: Beh», scherza Stagni, «questa è una domanda che non si fa a un vero fungiàtt. Assolutamente impossibile da dire».