
Dallo scorso 28 settembre la Guardia di Finanza utilizza gli autovelox per scoprire trasporti illeciti di denaro, titoli e di altri beni di grande valore e facile trasportabilità, come oro, argento e preziosi al valico di Ponte Chiasso. Da oggi gli autovelox sono impiegati anche presso tutti gli altri valichi, anche minori, con la Svizzera. Lo comunica oggi la stessa Guardia di Finanza, precisando che il sistema di rilevamento elettronico, montato a bordo di furgoni delle Fiamme Gialle, consente di riprendere e memorizzare i numeri di targa dei veicoli transitanti presso una determinata area stradale. Secondo la Guardia di Finanza vengono rispettate le norme a tutela della “privacy”: l’ “occhio elettronico” viene posizionato in modo tale da riprendere solo le targhe e non i conducenti dei mezzi monitorati, mentre l’apparecchiatura, pur essendo in grado di registrare quantità praticamente illimitate di dati, conserva le immagini - ai soli fini operativi - per un periodo massimo di 15 giorni. E grazie alle tecnologie dei “mezzi mobili plurisensori”, utilizzati con criteri di dinamicità legati principalmente al traffico veicolare ma anche al “fattore-sorpresa”, è possibile creare un data-base di vetture sospette nei confronti delle quali i finanzieri eseguono successivamente il controllo “fisico” vero e proprio, sia al momento del transito in dogana, sia al di fuori degli spazi doganali. Le violazioni già accertate nel 2009Nel settore dei traffici transfrontalieri di valuta, nel periodo gennaio-settembre 2009, la Guardia di Finanza di Como ha eseguito 62 interventi verbalizzando 64 soggetti (l’80% dei quali in entrata Stato), con il sequestro di valuta nazionale ed estera e titoli per un valore complessivo pari a circa 2 milioni di euro (oltre il 90% dei sequestri sono avvenuti in entrata Stato).
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