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Ticino
Autostrada viaggiante, Biasca si indigna
Autostrada viaggiante, Biasca si indigna
Autostrada viaggiante, Biasca si indigna
Redazione
11 anni fa
Il Municipio dichiara la sua opposizione alle stazioni di trasbordo: "Non vogliamo un blocco dello sviluppo territoriale"

La scorsa settimana, Mirko Locatelli aveva chiesto al Municipio spiegazioni sulla cosiddetta “autostrada viaggiante”, la cui realizzazione è stata ipotizzata a Biasca nel contesto del risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo.

L’esecutivo ha risposto al consigliere comunale chiarendo anche la cronologia della vicenda. Già nel 2012 il Consiglio di Stato aveva informato il Municipio sulle varianti proposte dalle autorità federali per la gestione del traffico durante un’eventuale chiusura totale del tunnel autostradale.

La realizzazione di un terminale di carico e scarico dei treni navetta, come noto, era stata prevista a Biasca e il Municipio aveva preso posizione nei confronti del DATEC, esprimendo rammarico per il mancato coinvolgimento nella realizzazione del progetto. L’esecutivo biaschese propose quindi di trasferire il carico dei veicoli pesanti nelle zone di frontiera, sgravando così anche il Mendrisiotto e il Luganese dal traffico. Alle preoccupazioni del comune sopracenerino rispose Doris Leuthard, precisando che “nessuna decisione era stata presa e che si sarebber informato in tempo utile e nelle forme opportune”.

La risposta odierna“Fino al 2015 – scrive il Municipio nella risposta fornita ieri a Locatelli - non vi sono stati ulteriori scambi di informazione e, solo grazie a quanto emerso durante un dibattito al Consiglio degli Stati, il Municipio è venuto a conoscenza di nuovi elementi. Tutto questo ha portato l’Esecutivo a prendere posizione pubblicamente sul progetto informando la popolazione che i sedimi di fondovalle sui quali verrebbero realizzate stazioni di trasbordo potrebbero essere bloccati per oltre un ventennio, e non solo fin verso il 2025 come previsto.”

L’Esecutivo, diretto dal sindaco Jean-François Dominé, ha quindi ribadito la sua convinta opposizione al progetto di creazione delle stazioni di carico dei mezzi pesanti sul proprio territorio, seppure “per il momento” non si sia comunque approfondito ulteriormente il tema.

“Le confermiamo da ultimo – chiosa il Municipio – che, dalle ultime informazioni in nostro possesso e risalenti al 2015, il Consiglio Federale ha ipotizzato il ricorso allo strumento dell’espropriazione per assicurare la disponibilità di terreni necessari per la costruzione delle stazioni di trasbordo. “

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