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Mendrisiotto
Autostrada interrata, “Vogliamo ricucire un territorio ormai lacerato”
©Gabriele Putzu / Ticinonews
©Gabriele Putzu / Ticinonews
Redazione
4 anni fa
È quanto auspica l’architetto Elio Ostinelli tramite l'interramento dell'autostrada del Basso Mendrisiotto. Numerosi gli interventi proposti, fra cui una torre da 160 metri. L’orizzonte di realizzazione è il 2050. Da Balerna alla dogana si viaggerà quindi solo in galleria, spostando il tracciato della A2 sotto le colline del Basso Mendrisiotto. 

La premessa è che non si tratta di un progetto, ma di una visione. Chiudete gli occhi e immaginate che al posto dell’autostrada che taglia il basso Mendrisiotto ci sia un parco. Se l’immaginazione vi fa difetto non preoccupatevi, perché questo lavoro è stato fatto dall’architetto Elio Ostinelli. “L’idea è quella che l’autostrada venga interrata, quindi non visibile ma presente ”, ci spiega l’architetto precisando che si tratta di un collegamento “fondamentale per il nostro Paese, inoltre si recupera un territorio che l’autostrada ha fortemente compromesso”. Nuovi spazi verdi, ma anche spazi destinati ad altre cose, quindi una sorta di ricucitura del territorio “che l’autostrada negli anni ’60 ha tagliato. Il nostro compito è quello di ridisegnare un territorio che è stato lacerato”.

Il progetto

Interrare quindi l’attuale tracciato autostradale, dogana e area di sosta di Coldrerio compresi. Nella visione dell’architetto Ostinelli si entrerebbe in una galleria artificiale all’altezza di Mezzana per proseguire in un tunnel sotto Balerna, a cui seguirebbe un'altra galleria artificiale dove oggi si trovano i centri commerciali. Infine, un ultimo tunnel sotto Morbio e Vacallo fino al confine di Stato. Italia permettendo, il tracciato – integralmente coperto – potrebbe agganciarsi alla galleria di Monte Olimpino. Nato a Vacallo, Ostinelli spiega che un tempo fra lì e Chiasso c’era sì il fiume, ma era anche presente una certa continuità dello spazio.  Una continuità “interrotta dall’autostrada”. L’idea è quindi quella permettere a tutti di appartenere al territorio, definito unico da Ostinelli, “in quanto Chiasso non è diverso da Vacallo o da Morbio, siamo tutti attaccati. Lo scopo è quindi riuscire a ricucire e a ridare unità al territorio”.

Una torre come simbolo di identificazione

Unità e una grande zona verde creata dove oggi si trovano lo svincolo di Chiasso, il Centro Breggia e il Serfontana che nella visione s’insedierebbero alla base di una torre da 160 metri, la firma dell’architetto momò è sul progetto. “La torre è un segno, perché da sempre i campanili, le torri di una volta, segnavano il territorio. Quindi questa torre dovrà essere il segno di questo territorio e, mi auguro, di questo nuovo Comune del Basso Mendrisiotto che magari nel 2050 vedrà la luce”.

I prossimi passi

Tanto la torre quanto l’aggregazione hanno suscitato un discreto mormorio e qualche sussulto fra i sindaci presenti in sala. Amministratori locali che ora hanno una seconda proposta su come potrebbe presentarsi il Basso Mendrisiotto nel 2050. Oltre all’opzione presentata stamane sul tavolo c’è anche la proposta dell’architetta Elena Fontana che nell’ottica di creare una continuità delle zone verdi prevede di spostare l’A2 sotto la collina del Penz. Andrea Rigamonti, presidente della Commissione regionale dei trasporti ci ha spiegato quali saranno i prossimi passi. “la Commissione dei trasporti ha chiesto al Consiglio di Stato di eseguire uno studio di fattibilità su queste due ipotesi di tracciato”. Una richiesta poi accolta che porterà quindi nei prossimi mesi ad eseguire lo studio, “il cui scopo è determinare quale delle due opzione è migliore affinché possa essere approfondita e affinare il progetto per portarlo poi all’autorità federale più avanti nel tempo”.

Le reazioni dei sindaci

Per Sergio Bernasconi, sindaco di Novazzano, si tratta “di un progetto, di un’idea interessante ed è la seconda che è attualmente al vaglio di noi autorità. È un’idea per il futuro, nei prossimi mesi bisognerà vedere se uno di questi due progetti possa essere preso in considerazione in un futuro non prossimo, magari entro 30 anni”. Anche per Luca Pagani, sindaco di Balerna, il progetto va assolutamente appoggiato. “Ogni progetto che arriva per ricucire un territorio che negli ultimi decenni è stato devastato è assolutamente ben visto. L’obiettivo di ricreare un parco fluviale nel nostro Comune viene appoggiato in modo assoluto dal Comune, ora speriamo che con lo studio di fattibilità le cose vadano avanti”. Unica nota negativa, a detta della sindaca di Morbio Inferiore Claudia Canova, sono le tempistiche di una potenziale realizzazione, “le quali mi lasciano un po’ delusa e perplessa. Si tratta però sicuramente di una riconquista del paesaggio a favore del territorio di cui la popolazione potrà beneficiare”.

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