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Gran Consiglio
Autosospensione Gobbi, la sua dichiarazione fa discutere. E non poco
Redazione
2 anni fa
Oggi a Palazzo delle Orsoline i granconsiglieri, per il secondo giorno consecutivo, stanno dibattendo sul Consuntivo 2023. Ma a tenere banco, in realtà, sono le dichiarazioni fatte ieri dal direttore del DI Norman Gobbi, che ha fatto marcia indietro sulla sua autosospensione dalla polizia. "Una decisione che non è più tale", ha dichiarato in aula. Ma sul tema deciderà il Governo.

Continuano a far discutere le dichiarazioni di Norman Gobbi, che ieri in Gran Consiglio ha dichiarato: “La mia autosospensione dalla polizia non è più tale”. Il tema – la cui decisione ultima spetta al Governo –  ha tenuto banco anche durante la seconda giornata di gran Consiglio (sia dentro che fuori dall’aula), dedicata al Consuntivo 2023. E le critiche sono giunte dalla maggioranza dei partiti. Gobbi dal canto suo non ha rilasciato ulteriori interviste, ribadendo che si attiene a quanto comunicato nella serata di ieri. A dare il via il dibattito odierno c’è stato Pino Sergi: “il consigliere di Stato Gobbi ha detto testualmente ‘la mia autosospensione è terminata’. Non ha detto ‘forse terminerà’ o ‘spero possa terminare’. Vorrei quindi sapere – come tutti gli altri –se questa affermazione ripresa anche dalla stampa corrisponde al vero”. A Sergi è stato detto che le risposte arriveranno con molta probabilità direttamente da Christian Vitta. Al momento, tuttavia, queste risposte non sono ancora arrivate, anche perché la discussione è ancora in corso.

Dadò: “In questo Cantone non ci si meraviglia più di niente”

Come detto, il tema Gobbi non ha tenuto banco solo all’interno dell’aula, bensì anche e soprattutto nei corridoi. Un’occasione che abbiamo colto per fare un giro di voci fra i vari presidenti di partito, primo fra tutti Fiorenzo Dadò, che con la sua interpellanza ha dato il là a tutta la vicenda. “Noi non eravamo informati di nulla, ma immagino neanche la cittadinanza”. Dadò afferma inoltre che non è giunta alcuna comunicazione governativa in merito alla decisione di riaffidare la competenza della polizia all’onorevole Gobbi. “Probabilmente, visto le critiche che ha ricevuto sulla conduzione del suo dipartimento - in particolare sulla questione della giustizia - è probabilmente una fuga in avanti per cercare di salvarsi”. Ieri, quando si parlava di polizia, vi aspettavate quindi una risposta da parte di Claudio Zali, ad ora responsabile della polizia ad interim? “Evidentemente è una questione di serietà. Il Governo ha preso una decisione togliendo la competenza della polizia a Gobbi, dandola momentaneamente a Zali. Quindi è chiaro che se si parla di polizia in aula non può essere Gobbi a rispondere. Poi che in questo Cantone capita di tutto e di più lo abbiamo visto in tante occasioni. Non ci si meraviglia più di niente”.

Sirica: “Fino a che il Governo non decide Gobbi rimane autosospeso”

Ad aver – per così dire – scatenato queste dichiarazioni ci ha pensato il co-presidente del PS Fabrizio Sirica nella seduta di lunedì. Durante il dibattito sul DI era infatti stato chiesto se non fosse il caso che a rispondere fosse Zali. Oggi Sirica ha affermato che, dal canto suo, sia tratta di “benzina sul fuoco: è un atteggiamento muscolare di cui non c’era assolutamente bisogno”. Per il socialista la questione era infatti molto semplice: “fino a che il Consiglio di Stato non decide il contrario, Gobbi è autosospeso dalla responsabilità della polizia”. In altre partole, “alle domande e alle richieste del Parlamento, come ad esempio a che punto è la Polizia unica, le risposte andavano fornite da Zali, e non da Gobbi”.

Speziali: “Non ci sono state risposte e non è stato un gran bel vedere”

Molto critica anche la posizione del presidente del PLR Alessandro Speziali, il quale ha definito le affermazioni di Gobbi come “parole di una frase piuttosto sibillina, anche perché da una parte c’è il giudizio personale del Direttore delle istituzioni, però dopo questo si rimette al Governo”. Per Speziali si tratta quindi di una situazione “che ha creato più interrogativi che risposte”.  Per il liberale, sapendo la delicatezza del tema e sapendo che si sarebbe parlato del consuntivo, così come si era a conoscenza che alcune domande sarebbero giunto anche sul corpo di polizia, “io mi sarei aspettato molta più chiarezza, e soprattutto una comunicazione dal Consiglio di Stato stesso, anche perché era stato il Governo a comunicare l’autosospensione. Quindi anch’io sono rimasto piuttosto sorpreso ieri. In ogni dipartimento vengono trattati determinati temi, e risponde il responsabile politico. Dunque finché formalmente il responsabile politico della polizia è Zali ci saremmo aspettati una risposta da parte sua, senza alcuna sorpresa. Ma ieri la sorpresa c’è stata: non ci sono state risposte e non è stato un gran bel vedere”.

Mazzoleni: “Un pensiero condiviso da tante altre persone”

La Lega dei Ticinesi ha invece fatto quadrato attorno al proprio coordinatore, come già avvenuto ieri durante il dibattito sul DI Gobbi era stato bersagliato di critiche. Motivo per cui Boris Bignasca aveva accusato gli avversari di fare una sorta di tiro al piccione. Oggi ne abbiamo parlato con il vice coordinatore della Lega Alessandro Mazzoleni. “In realtà Norman Gobbi, con l’esito della procedura di cui il procuratore generale ha dato comunicazione a tutti, ha comunicato che ritiene che l’autosospensione non sia più giustificata, e questo così com’è il pensiero di tante altre persone”. Il motivo, sempre secondo Mazzoleni, va ricondotto al fatto che “la procedura ha detto che non c’è nulla da rimproverare e la questione può ritenersi risolta in questo modo. Ora è evidente, però, che questa è la presa di posizione di Gobbi in quanto tale. Ora la palla è nel campo del Consiglio di Stato e quale legittimamente ha diritto ad accedere agli atti, di valutarla e di verificare se effettivamente la decisione del procuratore generale può essere sostenuta e quindi condivisa e può dunque infine di reinserirlo nei compiti per cui è stato eletto”. Per mettere un punto a questa situazione bisogna attendere le parole del Consiglio di Stato, che dovrebbero giungere nei prossimi giorni.