
Il Dipartimento della sanità e della socialità prende atto con soddisfazione del progetto per regolamentare l’autorizzazione dei medici a esercitare a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, presentato ieri dal Consiglio federale. Le misure in esso contenute, ovvero un inasprimento dei requisiti minimi di formazione e qualifica per esercitare la professione, un aumento delle esigenze di qualità e la facoltà per i Cantoni di intervenire per limitare l’incremento dei costi delle prestazioni, sono ora state poste in consultazione e rappresentano una possibile soluzione duratura e concreta per la gestione delle autorizzazioni dei medici al termine della moratoria attualmente in vigore.
Nel 2015 il Parlamento federale aveva respinto un progetto che mirava ad una gestione strategica delle autorizzazioni, conducendo così nel giugno 2016 all’adozione urgente di una base legale per la limitazione dell’esercizio a carico della LAMal, prorogabile fino all’estate 2019 in attesa di una soluzione concreta alla questione delle autorizzazioni dei medici. Trascorso poco più di un anno, per il Cantone Ticino è pertanto di grande significato il fatto che ieri il Consiglio federale abbia presentato un progetto concreto per poter continuare anche in futuro a gestire la densità medica sul territorio. Non va infatti dimenticato che nei 18 mesi di assenza di moratoria i medici autorizzati in Ticino a fatturare a carico della LAMal sono cresciuti in maniera notevole, con un tasso pari al 28%.
Il Dipartimento ritiene che le nuove proposte andranno certamente esaminate in dettaglio, ma valuta sin d’ora favorevolmente lo sforzo di proporre una soluzione a tempo indeterminato da parte del Consiglio federale. Un ulteriore elemento positivo è costituito dal fatto che tra i requisiti proposti per poter fatturare a carico della LAMal figuri anche la qualità delle prestazioni offerte dai medici, così come la necessità di conoscere il sistema sanitario svizzero.
Il Dipartimento auspica che la discussione da parte delle Camere porti ad un’attuazione tecnica in tempi ragionevoli, considerata l’importanza di dare ai Cantoni le nuove competenze in tempi tali da evitare nuovi buchi al termine dell’attuale moratoria (che resterà in vigore fino a giugno 2019).
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

