
La cronaca giudiziaria ne fornisce la prova: sempre più reati finanziari si consumano in Ticino tramite conti che fanno capo a società con sede in regioni meno controllate come la Mesolcina. Ecco un’altra di quelle realtà che, pur essendo da tempo sotto gli occhi di tutti, non è ancora riuscita ad assicurarsi l’interessamento delle autorità cantonali. E pensare che le soluzioni ci sarebbero, soluzioni semplici ed efficaci come spiega l'avvocato Paolo Bernasconi in un'intervista a TeleTicino.
Boom della piazza finanziaria... mesolcinese?
La denuncia dell’avvocato, ripresa negli scorsi giorni dalla Tribune de Genève, parte da una semplice considerazione: basta farsi un giro a Roveredo o a San Vittore per notare un’altissima concentrazione di società finanziarie e commerciali. Il motivo è palese: per operare in Ticino è necessaria un’autorizzazione, quindi un iter di controllo e di verifica. Invece i Grigioni non hanno la legge sui fiduciari, insomma: ci si iscrive lì e poi si lucra qui. I casi, come detto, stanno aumentando e allora: qualcuno è intenzionato a darsi da fare per proteggere i risparmiatori? Gli investitori? Per salvaguardare la buona reputazione della piazza bancaria di tutta la Svizzera?
Le soluzioni
Dall'erario al registro di commercio, passando per l'AVS: molti sono gli uffici dell'amministrazione cantonale in cui suonano i campanelli d'allarme. Ad esempio ci sono ditte che chiudono (fallimenti pilotati) dopo due o tre anni d'attività, una volta compiuti gli affari per cui furono aperte, senza aver mai pagato un franco di tasse, sin dal primo anno d'esistenza. I funzionari del fisco lo sanno, la polizia no.
I funzionari pubblici vedono chi sono gli operatori attivi sulla piazza e conoscono per filo e per segno il loro vissuto professionale: insolvenze, precedenti penali, debiti col fisco, arrettrati di vario genere, contributi sociali non versati; il tutto magari in più di un'occasione e attraverso più di una società... l'amministrazione vede ma la legge non interviene. Gli occhi e le braccia sembrano non appartenere allo stesso corpo.
Basterebbe dunque una banca dati accessibile alla polizia, spiega Paolo Bernasconi, per prevenire numerosi reati finanziari: "Fare prevenzione non è soltanto occuparsi degli accattoni in centro a Lugano".
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