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Il caso
Autogestite al Liceo di Mendrisio, il SISA denuncia: «Modalità autoritarie e censura»
©Pablo Gianinazzi
©Pablo Gianinazzi
Redazione
4 ore fa
Il sindacato studentesco denuncia decisioni unilaterali, controlli eccessivi e episodi di censura durante le autogestite.

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) esprime forte preoccupazione per quanto avvenuto durante le recenti giornate autogestite al Liceo di Mendrisio, segnalando «modalità operative autoritarie e antidemocratiche» all’interno del comitato organizzativo.

Le testimonianze

Secondo le testimonianze raccolte, alcune decisioni prese collettivamente sarebbero state rimesse in discussione e modificate unilateralmente da singoli membri, con l’annullamento di attività già approvate «senza un reale confronto democratico né criteri trasparenti». Tra gli episodi citati figura la cancellazione di un dibattito sull’esistenza dei miliardari, che prevedeva un contraddittorio: una scelta giustificata con accuse di «propaganda» e «mancanza di competenze», ritenute però dal sindacato «deboli e pretestuose». Per il SISA, «negare uno spazio di dibattito significa svuotare il senso educativo e democratico dell’iniziativa», che dovrebbe invece fondarsi sulla partecipazione attiva degli studenti.

Minacce di censura

Il sindacato segnala inoltre che il vicedirettore avrebbe minacciato di «censurare tutte le attività del SISA», comportamento definito «di una gravità enorme» e qualificato come antisindacale. Durante le giornate autogestite sarebbero stati registrati anche episodi di controllo ritenuti eccessivi: membri del comitato, «spinti dalle pressioni di alcuni elementi della Direzione», avrebbero verificato rigidamente la presenza degli iscritti nelle aule, arrivando a spostare studenti anche a attività già avviate. Un approccio che, secondo il SISA, «richiama più una logica di sorveglianza che di responsabilizzazione».

Rimozione di cartelloni

Tra le criticità segnalate vi è anche la rimozione di cartelloni legati al rispetto del diritto internazionale in contesti di guerra e genocidio, definita «una forma di censura incompatibile con uno spazio educativo che dovrebbe promuovere il pluralismo». Il sindacato critica poi l’introduzione di misure punitive – come lavori di pulizia per ritardi o cambi di attività – giudicate «estranee al mandato educativo delle autogestite» e indicative di «una logica disciplinare punitiva».

Chiarimenti in corso

Resta ora da chiarire se quanto accaduto sia il risultato di un’influenza della Direzione o di una dinamica interna al comitato. In ogni caso, per il SISA la situazione «appare grave e merita un dibattito pubblico». Il sindacato annuncia infine che continuerà a battersi «affinché il pluralismo nella scuola venga rispettato» e, richiamando precedenti episodi, chiede un intervento del DECS per «accertare le responsabilità della Direzione».