
Gli scontri avvenuti lunedì sera tra manifestanti e polizia hanno riacceso il dibattitto sull’autogestione a Lugano. Giovedì il Municipio si chinerà sulla questione e discuterà del possibile sgombero dei molinari. Del tema si è discusso anche questa sera a Matrioska, dove è intervenuto il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Alla domanda se il Cantone è pronto a sgomberare il Molino nel caso in cui la città lo dovesse richiedere, il consigliere di Stato ha risposto che la questione riguarda piuttosto la città e in via secondaria il Cantone. Non ha tuttavia nascosto il fatto che la situazione sta diventando sempre più difficile da tollerare. “La situazione attuale è stata condivisa tra i due enti per trovare una soluzione sull’autogestione. Nel frattempo l’autogestione è un fenomeno che si è andato a svuotare, sia dal punto di vista numerico, ma anche per questo tipo di atteggiamenti sprezzanti nei confronti delle autorità e della popolazione, che ha espresso democraticamente un voto. La situazione attuale diventa sempre più insostenibile». Gobbi ha ribadito che le istituzioni “riconosco un diritto all’autogestione a scopo culturale, divulgativo e ricreativo. Ma se c’è un abuso di questo diritto, si rompe quel patto istituito a suo tempo e che ora ha raggiunto i suoi limiti”.
Più cauta la reazione del consigliere comunale e presidente del PS luganese Raoul Ghisletta, secondo cui non bisogna cedere di fronte alla provocazione di alcune persone. “Ritengo inammissibile che ci sia stata una manifestazione che si sia spinta fino ai binari, dove passano i treni. Non bisogna però sostituirsi alla Magistratura, che chiarirà i fatti e stabilirà le colpe delle persone coinvolte”. Per Ghisletta l’autogestione rimane però una realtà importante per una città come Lugano. “C’è un disagio crescente in tanti ambiti, legato anche alla crisi pandemica. Per questo occore un dialogo e qualcuno che faccia da mediatore. Non credo sia contestabile l’idea di uno spazio autogestito: l’idea è buona e va difesa in una società liberale, poi come viene portata avanti da certi elementi è un altro conto. Ma non siamo uno Stato forcaiolo, esiste una convenzione che regola questo spazio”.
Dal canto suo Lorenzo Jelmini, deputato PPD e sindacalista, ha ricordato che sui banchi del Gran Consiglio c’è una proposta del deputato Schnellmann e altri granconsiglieri che chiede al Cantone di attivarsi per trovare alternative: ”L’autogestione è un elemento importante per lo sviluppo socioculturale dei giovani. È chiaro che quello che è successo lunedì sera è assurdo e condannabile. L’autorità pubblica deve aiutare in questo senso, ma anche l’autogestione deve accettare il dialogo con le autorità comunali e cantonali”.
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