
Oggi la Svizzera italiana ha vissuto una giornata intensa, fatta di incontri, sguardi, mani strette e parole condivise. La 50. Giornata del Malato dell'Associazione Giornate del malato della Svizzera italiana (AGMSI) non è stata soltanto una ricorrenza: è stata la testimonianza viva di cinquant’anni di presenza accanto alle persone nella fragilità. Cinquant’anni di ascolto silenzioso, di attenzione concreta, di comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
Il tema 2026, «Autodeterminati e coinvolti», ha attraversato ogni momento della giornata, ricordando che anche nella malattia la persona resta protagonista della propria vita. Autodeterminazione significa dignità. Coinvolgimento significa non essere soli.
La giornata si è aperta presso l’Ente Ospedaliero Cantonale, all’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio, nei suoi reparti di geriatria e RAMI (Reparti acuti di minore intensità. Dopo i saluti istituzionali, la delegazione ha incontrato i pazienti dei reparti: momenti semplici, ma carichi di significato, in cui il tempo si è fermato per lasciare spazio all’ascolto.
La visita è poi proseguita alla Fondazione Luogo Pio G. Riziero Rezzonico – Ca’ Rezzonico di Lugano, dove gli ospiti della residenza hanno accolto la delegazione con sorrisi, racconti e memoria condivisa. Il pranzo in comune è diventato un segno concreto di prossimità: non solo presenza formale, ma condivisione autentica. Nel pomeriggio, la Casa Anziani Residenza Paradiso ha ospitato l’ultimo momento della giornata. Anche qui, incontri e parole hanno trasformato la visita in un’esperienza di relazione vera, conclusa con una merenda conviviale che ha suggellato lo spirito di comunità.
La delegazione ufficiale ha accompagnato l’intero programma del 1° marzo, testimoniando che la cura è una responsabilità collettiva, che unisce istituzioni, operatori, famiglie e volontari.
La presidente di AGMSI, Ivana Petraglio, ha dichiarato: «È la continuità che fa la differenza, è la Pietas nell’accezione antica del termine che deve sorreggere il nostro impegno quotidiano». Anche il consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha voluto sottolineare: «La fragilità non deve essere relegata in un angolo nascosto della nostra società».
Cinquant’anni dopo la sua fondazione, AGMSI continua a ricordare che la Giornata del Malato non è un simbolo astratto, ma un impegno concreto. È la scelta di esserci. Di ascoltare. Di coinvolgere. Di custodire la dignità della persona, sempre. Perché una comunità si riconosce dalla capacità di restare accanto a chi è più fragile.

