
Il fatto è capitato la scorsa settimana ad alcuni frontalieri italiani che lavorano nei cantieri AlpTransit in Ticino. La Guardia di finanza della provincia di Sondrio ha sequestrato le loro auto targate Ticino. Il motivo? Ce lo dice Giancarlo Bosisio dell’OCST. “Si tratta di lavoratori che abitano in Val Chiavenna e in Valtellina, che hanno un permesso di dimora, se non di domicilio in Svizzera. L’intervento della Guardia di finanza è stato motivato dal fatto che la residenza all’estero di questi lavoratori è fittizia”. Si tratta di 20-40 casi, forse di più, ma i dati non sono ancora confermati. Potrebbero addirittura essere un centinaio. “La Guardia di finanza ha rispettato sicuramente i termini di legge e non ci è possibile dare un giudizio in merito”, prosegue ancora Bosisio. Ma l’OCST punta il dito contro l’Autorità fiscale. “I frontalieri hanno sempre avuto difficoltà ad avere informazioni su come comportarsi in questi e in altri casi. Soprattutto per questioni di carattere fiscale”. Secondo Bosisio infatti dall’Autorità fiscale sono sempre partiti pareri non univoci, che hanno creato confusione nei lavoratori. E si è arrivati a questo punto, con il sequestro delle auto. “Siamo sconcertati - termina il sindacalista - perché avremmo potuto evitare questo intervento se avessimo potuto parlare con l’Autorità fiscale”.
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