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Ticino
Auto fasulle in vendita sul web
Redazione
12 anni fa
Parla una vittima: "Hanno messo a mio nome in vendita due BMW". E intanto un 50enne è stato arrestato per una truffa analoga

Auto fasulle in vendita sul web. Questo il nuovo trend che gira in rete e che ha toccato alcuni ticinesi da vicino. Il Corriere del Ticino riporta la testimonianza di un 40enne, contattato per due BMW risultate essere in vendita sotto il suo nome.

«Non ho mai pubblicato nessun annuncio su questo portale Internet e non ho nemmeno una BMW, quando ho ricevuto la prima telefonata sono completamente caduto dalle nuvole» ha raccontato l'uomo. "Ho subito segnalato la truffa in polizia e pure al sito in questione chiedendo di cancellare la pubblicazione". Cosa che poi è avvenuta, ma neanche due mesi dopo l'uomo si è ritrovato ancora a rispondere a telefonate per un annuncio a suo nome della vendita di una BMW, questa volta di un altro modello. La beffa poi, è stata quella di ricevere la fattura per l'annuncio pubblicato sul sito a suo nome.

Un fenomeno, quello delle truffe online, che sta colpendo sempre di più anche il Ticino. L'obiettivo dei truffatori è quello di venir contattati via mail dai potenziali acquirenti, poiché non è possibile contattarli telefonicamente. Per proseguire poi con l'acquisto viene chiesto di inviare i dati personali e il versamento, in anticipo, di una caparra del 20% sul valore dell'auto che si vuole comprare (attorno ai 5-6 mila franchi). Dati che poi potrebbero venir in seguito utilizzati anche per altri fini criminali. La polizia consiglia di segnalare immediatamente casi simili evitando di consegnare dati personali riservati.

E se già ci sono state alcune vittime, pure alcuni autori della truffa sono stati arrestati. A finire in manette un cittadino italiano, classe 1964, nato a Lugano. Il 50enne, meccanico senza fissa dimora, aveva pubblicato su internet annunci fittizi mettendo in vendita veicoli inesistenti. L'uomo è accusato di truffa per mestiere, falsità in documenti e appropriazione indebita. L'inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi.

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