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Stalking
Aurigeno, la legge tutela abbastanza le vittime di minacce?
Redazione
3 anni fa
Il dramma di Aurigeno solleva domande riguardo alla protezione delle vittime in caso di minacce. L’avvocata Roberta Soldati: “La legge svizzera ha fatto passi avanti, ma bisogna potenziare il lavoro di rete".

Prima del delitto di Aurigeno, lo sparatore aveva minacciato a più riprese, via social, il custode della scuola ai Ronchini, ucciso giovedì scorso a colpi d’arma da fuoco. Un caso che solleva domande per quanto riguarda la tutela delle vittime di minacce e degli strumenti che il nostro paese mette a disposizione prima di arrivare a un epilogo tanto drammatico. Ne abbiamo parlato con l’avvocata Roberta Soldati.

Questo delitto ha mostrato la difficoltà che può emergere quando si tratta di tutelare le vittime da minacce. La legge svizzera ha gli strumenti necessari per casi del genere? 

"La legge svizzera negli ultimi anni ha fatto dei grandi passi avanti a livello di adeguamento. Bisogna comunque distinguere l'ambito civile da quello penale.  Il nostro Codice civile prevede la possibilità, per chi è vittima di minacce, di rivolgersi al Pretore e chiedere che venga comminato un divieto per l'autore di avvicinarsi, di frequentare determinati luoghi pubblici e di prendere contatto. Negli ultimi anni è stato anche codificato e potenziato un grandissimo lavoro di rete: l'ordine del pretore viene trasmesso alle autorità di protezione o alla Polizia, che fanno un lavoro di monitoraggio. A partire dal 1° gennaio 2022 è stato introdotto anche un braccialetto elettronico, basato su un controllo gps, per gli autori più recalcitranti e nel caso in cui altre misure non hanno sortito alcun effetto. Il grosso problema è che c'è un controllo ex posta, ossia dopo che l'infrazione viene commessa. È uno strumento utile, ma vale come mezzo dissuasivo. Allo studio, adesso, c’è l'introduzione del braccialetto elettronico attivo, già in vigore per esempio in Spagna. La vittima ha la possibilità di azionare un pulsante laddove il divieto di avvicinarsi dell'autore viene violato. Anche in questo caso però non si può assicurare alla vittima una protezione al 100% perché ci vogliono i tempi tecnici per le forze di polizia di intervenire. Una persona mal intenzionata riesce quindi ad avere il tempo per commettere l'atto.

Per quanto riguarda l'apparato penale, entra in gioco un altro campo. Nel codice penale svizzero non c’è per esempio il reato di stalking. I tribunali applicano il reato di coazione laddove ci sono comportamenti persecutori. Un elemento determinante per il reato di stalking è che la vittima deve essere spaventata, deve subire delle conseguenze. Purtroppo, ci sono dei casi dove magari la vittima non è spaventata, per cui questo tipo di reato non può essere applicato".

Sarebbe utile avere il reato di stalking nel codice penale?

"Sarebbe sicuramente più facile condannare gli autori senza dover andare a prendere altri reati già presenti nel nostro codice penale. La richiesta di codificare il reato di stalking nel codice penale è di esclusiva competenza federale e i primi atti parlamentari risalgono al 2001/2008. Solo negli ultimi mesi la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha dato un mandato ufficiale al Consiglio federale di codificare lo stalking nel nostro codice penale. Finora il Consiglio federale ha sempre ritenuto che l’apparato giudiziario in vigore fosse più che sufficiente. Purtroppo, lo abbiamo visto tutti, la società è cambiata e il Consiglio federale non se n'è accorto prima. Adesso deve seguire tutto l'iter legislativo, che è abbastanza lento".

Quali strumenti sarebbero utili in questo contesto?

"Ci sono una serie di strumenti, ma a volte è difficile metterli in pratica, per diverse ragioni, soprattutto per quanto riguarda i tempi tecnici della giustizia. Bisogna poi considerare tutta un’altra serie di elementi, come il lavoro di rete. Va sicuramente potenziata la formazione della polizia (già in corso) e delle autorità giudiziarie per questo tipo di reati. Un lavoro di formazione essenziale proprio per poter cogliere quei segnali che possono sfociare in situazioni gravi. A mio modo di vedere sarebbe importante anche introdurre la figura del criminologo cantonale, che già esiste in alcuni cantoni svizzeri. Anche la presa a carico degli autori da parte dell'Ufficio dell'assistenza riabilitativa è un aspetto importante, così come potrebbe essere potenziato il concetto di giustizia riparativa. Si interviene più celermente e si mette a confronto la vittima e l'autore. Nei procedimenti penali spesso e volentieri la vittima gioca un ruolo secondario rispetto al perseguimento dell'autore".