
Il Ticino è il Cantone in cui l’aumento dei premi per il 2021 è il maggiore di tutta la Svizzera: +2,1%. Lo ha annunciato oggi il consiglire federale Alain Berset durante la tradizionale conferenza stampa per la presentazione dei premi dell’assicurazione malattia di base, giustificando l’aumento nel nostro Cantone con una stima dei costi effettuata troppo al ribasso l’anno scorso. Ora, in una conferenza stampa a Bellinzona, le autorità cantonali informano sulla situazione. Presenti il direttore del DSS Raffaele De Rosa, il direttore della Divisione della salute pubblica Paolo Bianchi Paolo Bianchi, la Capo Area di gestione sanitaria Ivana Petraglio e il collaboratore scientifico Area di gestione sanitaria Matteo Veri.
16:30 - Fine conferenza stampa
16:23 - Berset ha detto che le stime sui costi sono state sottostimate. Quali correttivi sono stati fatti in passato? Anche l’anno scorso è stata detta la stessa cosa...
“Prendiamo atto di questa spiegazione. Negli anni passati ci sono stati importanti aumenti in Ticino, ma se guardiamo agli anni passati, dobbiamo guardare fino in fondo. Il Ticino ha pagato 400 milioni di franchi in più di premi rispetto ai costi tra il 2008 e il 2013. Sono stati restituiti solo 90 milioni. Mi chiedo dove fosse il Consiglio federale in questo periodo quando si trattava di restituire questi milioni al Ticino. È complesso anche per noi trovare delle giustificazioni a questi dati”.
16:20 - Come è possibile che i ticinesi dovranno pagare di più?
“Abbiamo preso atto dei dati del primo semestre. Pur con tutte le riserve con questi dati, gli stessi assicuratori valutano per l’intero 2020 una diminuzione dei costi e anche per il 2021. Su queste basi e anche in considerazione delle riserve accresciute, ci sentiamo sentiti di non avere aumenti per il 2021. Nel frattempo abbiamo ricevuto anche informazioni dagli assicuratori di malattia, che prevedevano un aumento dell’ 1,7%, mentre il Consiglio federale del 2,1%”.
16:19 - Che tempistiche prevedete per l’evenutale approvazione delle tre iniziative cantonali?
“Siamo in stretto contatto con la Deputazione ticinese, c’è grande attenzione sul tema. I Cantoni sono al nostro fianco. Ma non ci illudiamo. Sarà una partita molto difficile. Le lobby a Palazzo sono molto forti. Se passa una proposta, sarà quella più debole”.
16:18 Iniziano le domande
16.02 - Di nuovo De Rosa
“Lo scorso agosto abbiamo chiesto di nuovo a Berna un maggior coinvolgimento dei Cantoni, visto che riceviamo solo dati parziali dell’UFSP. Abbiamo chiesto un abbassamento dei premi per il 2021 visto che secondo le stime degli assicuratori la crescita dei costi sarà moderata nel 2021. Questo anche di fronte alle cospicue riserve che superano ormai gli 11 miliardi. Abbiamo inoltre fatto leva sulle tre iniziative cantonali, che il Gran Consiglio ha accolto, le quali chiedono di dare piû forza ai Cantoni, a fianco del Consiglio federale, nel controllo dell’evoluzione dei costi e dei premi. Ci sono Berna e Vallese che appoggiano queste iniziative, così come alcuni Cantoni svizzero tedeschi. Due delle tre proposte toccano il pacchetto delle misure del Consiglio federale, ma le proposte del Consiglio federale sono troppo blande. Il Cantone ha fatto il suo lavoro fino in fondo, nonostante tutti questi limiti. Grazie ai nostri funzionari siamo riusciti a recuperare circa 24 milioni di franchi”.
15:55 - Prende la parola Matteo Veri
“Abbiamo analizzato le tariffe dei principali assicuratori malattia, che presentano una crescita molto contenuta. L’entità di premio tra la cassa più a buon mercato si è ridotto, quindi il potenziale di risparmio quando si cambia assicurazione malattia si è affievolito nel corso degli anni. Porta sì a un risparmio, ma sempre più contenuto. Attualmente la differenza tra la più cara e la meno cara è dell’11%. Nel 2015 era del 45%”.
Nel confronto intercantonale, “in Ticino il valore è superiore al valore nazionale per la struttura della popolazione. Abbiamo una percentuale di popolazione anziana molto più marcata. La spesa sanitaria incide soprattutto presso la popolazione anziana, sappiamo che il costo pro capite sale con l’età che avanza. Per la popolazione adulta abbiamo quindi l’aumento maggiore, per i giovani adulti siamo il secondo cantone più car. Per i minorenni abbiamo una situazione più conforme alla media nazionale”.
Per quanto riguarda la scelta dei modelli assicurativi in Ticino, fino a pochi anni fa “la popolazione sceglieva il modello standard” rileva l’esperto. “Ora l’onere finanziario maggiore spinge le persone a diverse opzioni (dalla scelte di franchigia, ma soprattutto verso modelli che limitano le scelte dell’assicurato). Nel 2019 solo il 26% della popolazione rimane su un premio standard, con franchigia minima di 300 franchi. Il modello alternativo scelto è quello del medico di famiglia o quello dell’assicuratore da chiamare prima di accedere alle cure”.
15:42 - Parla Paolo Bianchi
“I premi di cassa malati dovrebbero essere in linea con l’evoluzione dei costi. In 23 anni di Lamal, abbiamo avuto una crescita media annua dei costi in Ticino del 3,4%, a livello federale del 3,7%. Per il biennio 2020-2021, anni su cui si fondano i premi del 2021, il KOF stima mediamente un aumento del 3% a livello svizzero, un aumento leggermente inferiore alla tendenza di lungo periodo. Ma c’è una grossa incognita che grava attorno al coronavirus. Per quanto riguarda l’impatto della pandemia sui costi della Lamal, per il Ticino sono attesi minori costi (-5,5%). È verosimile che la spesa Lamal subisca una flessione nel 2021, in modo particolare in Ticino. Dobbiamo essere coscienti che è dovuta a una situazione straordinaria”.

In tema costi delle cure, Bianchi ha sottolineato che è importante osservare ciò che avviene a livello federale: “È sul piano legislativo che possono essere prese misure a livello di costi. Nel 2019 il Consiglio federale ha licenziato un messaggio con un primo pacchetto di misure, che fanno riferimento a proposte di un gruppo di esperti. 9 misure con nuovi modelli di presa a carico. Ora è di fronte alle due Camere federali. Accanto a questo primo pacchetto, il Consiglio federale ha posto in consultazione un secondo pacchetto di misure. Una consultazione che finisce a novembre, che è un controprogetto all’iniziativa sul freno dei costi malattia”.
15.35 - Prende la parola Raffaele De Rosa
“Abbiamo appreso con profondo disappunto del nuovo aumento dei premi di cassa malati. Lo riteniamo ingiusto e infiustificato” esordisce il direttore del DSS. “Secondo quanto abbiamo appreso dagli assicuratori malattia, per il 2020 vi sarà una leggera diminuzione dei costi. Questo è il primo motivo che ci ha spinto a chiedere a Berna di non aumentare i premi per il 2021. Il secondo motivo riguarda il coronavirus, che ha colpito in maniera importante il nostro Cantone. Abbiamo evitato il sovraccarico del sistema ospedaliero, ma l’attività di numerosi operatori sanitari ha sofferto delle restrizioni imposte dall’ordinanza federale. Il ritorno a una certa normalità è previsto solo per l’anno venturo. E sappiamo che i costi sono diminuiti in Ticino nel primo semestre di quest’anno. Il terzo punto riguarda il tema delle riserve. Prendiamo atto che il Consiglio federale le ritiene eccessive; finalmente! La legge prevede di usare queste riserve in situazioni straordinarie e non vedo situazione più straordinaria di questa. In quarto luogo le ripercussioni economiche e sociali in corso stanno provocando un peggioramento delle condizioni in Ticino. Questo non è conciliabile con l’aumento dei premi, la nostra popolazione è già stata fortemente colpita e non merita questo ulteriore schiaffo. Siamo delusi, anche perché da Berna vengono criticate le casse malati, ma lo stesso Consiglio federale ha corretto al rialzo questi premi.”

15.35 - Inizia la conferenza stampa
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

