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Ticino
“Aumento dei premi scandaloso e inaccettabile”
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Foto CdT/Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
6 anni fa
La Lega dei Ticinesi si scaglia contro la decisione di aumento dei premi per l’2,1% in Ticino, e non risparmia critiche all’UFSP e al ministro Berset

Neanche il tempo di annunciare l’aumento dei premi che arrivano subito le prime reazioni della politica ticinese. Il primo partito a reagire è la Lega dei Ticinesi che in un comunicato annuncia di prendere atto “con sconcerto” dell’ennesimo aumento dei premi di cassa malati, del 2,1% per il Ticino. Questo aumento, scrivono i rappresentanti del partito, “è assolutamente ingiustificato. Le riserve degli assicuratori malattia”, si legge infatti, “superano i 10 miliardi di Fr; il che significa un esubero, rispetto al minimo già conteggiato in maniera assai generosa, di almeno 6 miliardi”.

Inoltre, scrive il movimento, “nella prima metà dell’anno in corso, a seguito della pandemia da coronavirus le casse malati hanno risparmiato rispetto a quanto preventivato, dal momento che la medicina ‘non covid’ operava a ritmi ridotti”. Per questo “aumentare i premi in simili circostanze è scandaloso ed inaccettabile. A maggior ragione in tempo di crisi economica (provocata dal coronavirus)”.

La Leganon risparmia inoltre critiche al Consigliere federale Berset, scrivendo che “è inaudito che (...) si renda complice di un simile gioco. Ed è quanto meno curioso che il partito socialista (...) non abbia nulla da dire a proposito dell’operato del proprio ministro”. In Conferenza stampa Berset aveva comunque spiegato che gran parte dell’aumento è dovuto a dei premi troppo bassi pagati l’anno scorso e che il Consiglio federale sta trattando per la riduzione delle riserve con le Casse Malati.

La Lega dei Ticinesi annuncia infine che “si aspetta che il Consiglio di Stato non accetterà supinamente questo ennesimo e crassamente ingiustificato aumento dei premi di assicurazione malattia in tempo di crisi, e lo esorta a farsi valere con energia nei confronti della Confederazione, ed in particolare del Dipartimento dell’interno”

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