
Non è raro assistere a fallimenti di società, SA o SAGL, riaperte nel giro di pochi giorni con una nuova ragione sociale, ma con il medesimo Consiglio d'Amministrazione, che spesso in questi casi è un amministratore unico.
Un fenomeno che gonfia le cifre dei fallimenti, in costante crescita nel nostro Paese, e che il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD) ha deciso di portare all'attenzione del Consiglio federale, tramite un'interpellanza depositata oggi.
Il nostro diritto societario liberale, sottolinea Regazzi, costituisce sicuramente un atout per la Svizzera e per la sua economia. "Ciò detto sembra opportuno riflettere ad alcune misure cautelative che vanno oltre le possibilità già date al cittadino oggi, come quella di ottenere informazioni sulla solvibilità di una persona sulla base della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento dell’11 aprile 1989 (LEF) o la possibilità di chiedere alla controparte un estratto del casellario giudiziale" aggiunge il parlamentare popolare democratico.
Il quale pone al Governo le seguenti domande:
"Il Consiglio federale condivide il timore che l’aumento dei fallimenti possa essere dovuto a uno sfruttamento mirato del nostro diritto societario a fini illeciti, o perlomeno amorali, quali lo sfruttamento delle assicurazioni sociali o la percezione fraudolenta di un'indennità per insolvenza? - Secondo il Consiglio federale un registro nazionale in cui figurano - a certe precise condizioni ed entro certi limiti - i nomi delle persone che hanno amministrato società poi fallite, potrebbe contribuire ad evitare i sempre più frequenti abusi del diritto societario? - Quali modifiche legislative (diritto societario; diritto sulla protezione dei dati; eventuali accordi internazionali) sarebbero necessarie per istituire un tale registro? - Il Consiglio federale reputa utile studiare altre misure per ristabilire un equilibrio più stabile tra un approccio liberale e la prevenzione di abusi e frodi?"
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