
«La necessità di aumentare la sicurezza dei cittadini e delle proprietà, soprattutto nel sottoceneri e nelle prossimità delle frontiere, rispettivamente sui mezzi di trasporto transfrontalieri, è qualcosa che tocca la serenità di chiunque. Ogni giorno che passa potrebbe essere uno di troppo o uno di più per delinquenti e criminali». È il testo di un'interpellanza presentata da Matteo Quadranti, capogruppo PLR, e incentrata appunto sulla sicurezza.
«Negli ultimi mesi, diverse segnalazioni della popolazione e contributi apparsi sulla stampa hanno riportato con crescente frequenza il tema della sicurezza sul territorio cantonale, in particolare nel Mendrisiotto e presso alcune infrastrutture rilevanti di trasporto pubblico» si legge. E ancora: «Il contesto transfrontaliero rappresenta per il nostro Cantone un’opportunità fondamentale sotto il profilo economico e della mobilità, ma implica nel contempo la necessità di garantire condizioni quadro chiare ed efficaci anche in ambito di sicurezza. In particolare, il traffico ferroviario regionale – e segnatamente il servizio TILO – viene indicato quale canale utilizzato anche da soggetti che approfittano dell’elevata accessibilità delle stazioni e della limitata intensità dei controlli per spostarsi e commettere reati».
Alcuni episodi recenti, scrive Quadranti, riportati dagli organi di informazione, «suggeriscono modalità operative sempre più coordinate e mobili, riconducibili a forme di criminalità che si sviluppano su scala transfrontaliera. Tali dinamiche pongono interrogativi sull’adeguatezza degli attuali strumenti di prevenzione, sulla capacità di coordinamento tra gli attori coinvolti e sull’effettiva allocazione delle risorse disponibili».
Parallelamente, «si registrano preoccupazioni circa il livello di sicurezza nelle stazioni e sui convogli, così come segnalazioni relative a un aumento di episodi di aggressività nei confronti del personale ferroviario». Sul piano territoriale, in particolare nel Mendrisiotto, «si aggiungono episodi di furti e rapine in abitazioni (anche in presenza dei proprietari) e una percezione diffusa di una presenza meno visibile delle forze dell’ordine se non per controlli di routine relativi a posteggi, circolazione stradale piuttosto che di controllo anche preventivo del territorio per minacce alle persone e ai beni di proprietà. In tale contesto, risultano rilevanti anche le osservazioni di cittadini circa l’impiego delle pattuglie della polizia cantonale, con interrogativi sull’allineamento tra priorità operative e bisogni effettivi in materia di sicurezza».
Alla luce di quanto precede, e nell’ottica di garantire un’azione pubblica efficiente, mirata e orientata ai risultati, Quadranti chiede:
1. Il Consiglio di Stato ritiene che le misure attualmente adottate dalle FFS e dagli altri attori competenti garantiscano un livello di sicurezza adeguato nelle stazioni e sui convogli? Quali miglioramenti concreti sono stati richiesti o sono in fase di implementazione?
2. Qual è la valutazione del Consiglio di Stato in merito all’efficacia della cooperazione transfrontaliera con le autorità italiane nella prevenzione e nel contrasto della criminalità mobile? Sono previsti strumenti operativi o accordi specifici per rafforzare tale cooperazione?
3. Il Consiglio di Stato può fornire dati aggiornati sull’evoluzione delle attività di pattugliamento della polizia cantonale nel Mendrisiotto e nelle altre aree sensibili, nonché indicazioni sull’attuale distribuzione delle risorse?
4. In che modo vengono definite, monitorate e, se del caso, adeguate le priorità operative delle pattuglie della polizia cantonale, al fine di garantire un impiego coerente ed efficace delle risorse rispetto alle esigenze di sicurezza?
5. Quali misure operative e organizzative intende adottare il Consiglio di Stato per rafforzare in tempi brevi la sicurezza effettiva e la percezione di sicurezza della popolazione, in particolare nelle regioni a sud del Ceneri?

