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Casse malati
Aumentare la franchigia minima, "La spesa sanitaria più grande è generata da chi ce l'ha a 300"
Redazione
2 anni fa
La franchigia minima di 300 franchi per le casse malati potrebbe aumentare. Il Consiglio Nazionale ha approvato la mozione democentrista che propone di “adattare l’importo alle circostanze reali”. “Tutto può servire” spiega il professor Carlo De Pietro “ma l’impatto sui costi sarebbe limitato. La grande parte della spesa è infatti generata da poche persone”.

Alla nascita della LAMAL nel 1996 la franchigia minima era di 150 franchi. Solo due anni dopo è stata portata a 230 franchi. L’ultimo aumento risale al 2004 e da allora ammonta a 300 franchi. 20 anni dopo il Consiglio Nazionale ha approvato la mozione della deputata democentrista Diana Gutjahr che non quantifica l’incremento ma propone di “adattarlo alle circostanze reali”.  L’obiettivo dei sostenitori è ridurre i costi sanitari e quindi i premi. Una misura che secondo Carlo De Pietro, economista esperto in sanità pubblica alla SUPSI, potrebbe aiutare anche se in misura minima. “A differenza di tanti altri osservatori io sono possibilista”, ci dice l’esperto, sottolineando che tutto può servire, “anche questa misura, il cui contributo sarebbe eventualmente molto limitato”.

Misure accompagnatorie necessarie

Secondo il professore l’eventuale aumento dovrebbe però essere affiancato da misure accompagnatorie, come un’esenzione dalla franchigia nel caso di trattamenti d’urgenza. “La franchigia serve a non abusare del sistema. Ma se io avessi un grave incidente automobilistico e venissi trasportato – incosciente - d’urgenza all’Ospedale Civico e lì avessi necessità di avere molto prestazioni, ecco che allora non sto abusando di niente”. De Pietro ha infatti spiegato che ci sono delle prestazioni tipicamente in urgenza e salvavita “che vedrei benissimo esentate dalla franchigia”. C’è un altro aspetto critico che durante la discussione in Parlamento è stato sollevato dalla Sinistra, ovvero che le persone più povere potrebbero decidere di non curarsi. Un rischio confermato dall’esperto. “Inevitabilmente alcune persone decideranno di rimandare l’accesso ai servizi sanitari. Se fino a novembre non hanno usato la franchigia e dovrebbero quindi pagare l’intero prezzo della prestazione, ecco che decidono di rimandare a gennaio, sperando che le cose migliorino”.

Aumento franchigia, un effetto cerotto?

Tornando all’auspicata riduzione dei costi l’aumento della franchigia minima rischia però di avere l’effetto di un piccolo cerotto su enorme problema. “La spesa sanitaria è molto concentrata in poche persone”, ci dice De Pietro. Quindi, questa misura potrebbe avere solo un piccolo impatto sul contenimento della spesa “proprio perché la parte più grande oggi è generata da persone che ad esempio da un anno hanno lo Spitex che passa fisso due volte al giorno in casa, così come da coloro che devono essere trasportate spesso in ospedale o da chi deve seguire terapie farmacologiche importanti. Questo perché queste persone hanno una franchigia a 300, ma la oltrepassano già nella prima settimana del nuovo anno”.