
Negli scorsi giorni la Banca centrale europea (BCE) ha alzato i tassi di interessi, con il costo del denaro che è salito di 50 punti base, portandolo al 3,50% (il livello più elevato dall'ottobre del 2007). Una decisione presa per combattere l’inflazione, che si prevede “troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato”, ha sottolineato la presidente Christine Lagarde. Per capire le ripercussioni sul mercato immobiliare, ne abbiamo con Gianluigi Piazzini, presidente della Camera ticinese dell'economia fondiaria.
Facciamo una distinzione tra due categorie: i proprietari che hanno già acquistato una casa e chi invece quel passo vorrebbe realizzarlo. Quali sono le conseguenze per la decisione della BCE?
“Per tutte e due le categorie il costo del denaro a corto o medio termine salirà. Per chi ha acquistato una casa e ha avuto la prontezza di consolidare il tasso ipotecario per un decennale, non vi è il rischio immediato di un aumento. Chi invece giunge a termine, deve rifare un po' il calcolo. Per i nuovi proprietari o potenziali proprietari il calcolo avviene già con i nuovi tassi ipotecari, che sono triplicati negli ultimi 2-3 anni”.
Chi ha un'ipoteca a tasso fisso può dunque dormire sonni tranquilli. Chi invece dovrà rinegoziarli, è già stato fatto un calcolo di quanto sarà l'aumento?
“Se uno ha 100'000 franchi e se prima aveva l’ipoteca all'1, oggi deve navigare con il 3. Invece di 1'000 franchi, gli costa 3'000 franchi, tre volte di più. È un impatto forte tenuto conto che le ipoteche di 100'000 franchi sono minime. Se chi acquista o trascina un'ipoteca classica, siamo più o meno sui 300-400'000 franchi. L'impatto si sente”.
Per chi sta decidendo se acquistare oppure no, è il momento giusto?
“Saper interpretare il futuro è sempre difficile. Se uno ha la volontà e i mezzi necessari, è il momento opportuno per una scelta personale. Ma tutto dipende anche dal carico ipotecario, di cosa ha bisogno di finanziamento e dei calcoli fatti dalla banca. Sarà sostenibile o no? Diciamo che il cammino è leggermente più difficoltoso”.
Nei giorni scorsi c’è stata la decisione della BCE. A breve potrebbe esserci una stessa decisione della BNS?
“I due fari sono la banca americana e la banca europea. L'impressione è che ci saranno degli aggiustamenti al rialzo quest’anno. Penso che anche la BNS correrà dietro ai due grandi istituti di riferimento. Si mormora che fra un anno o due i tassi non scenderanno più al tasso zero, ma si stabilizzeranno comunque su un tasso impegnativo. Chi specula giocando su un'ipoteca di 2 anni, il discorso è un po’ a rischio per il piccolo proprietario. Per i grandi proprietari o quelli istituzionali il gioco magari vale la candela”.

