
È in aumento il numero di pazienti della Croce Verde di Bellinzona che non pagano le fatture. Un fenomeno che, come scrive lo stesso ente in una nota stampa, "ha assunto una dimensione non trascurabile nel quadro economico di Cvb e si prevede che sia destinato a crescere, anche a causa della contingenza economica."
E quindi, per la prima volta nella sua storia, la Croce Verde di Bellinzona ha deciso di passare alle maniere forti nei confronti dei pazienti morosi, ovvero ai precetti esecutivi. Secondo l'iter stabilito dal CdA il precetto esecutivo sarà solo l'ultima ratio e verrà intimato solo se tutti gli altri richiami saranno andati a vuoto. Ma, come spiegato dal presidente Vincenzo Lacalamita, era importante per l'ente lanciare un segnale, vista anche la preoccupazione dei Comuni convenzionati, che sono un importante finanziatore del servizio.
Per parlare di cifre, le fatture non pagate ammontano a circa 100-150mila franchi ogni anno. Una piccola parte del disavanzo registrato nel 2015 dalla Croce Verde di Bellinzona, che è stato di 1,471 milioni di franchi, in linea con il preventivo. I Comuni convenzionati dovranno quindi versare un contributo di 27,65 franchi pro capite, inferiore rispetto ai 30,46 franchi previsti.
Infine il capitolo nomine. Il presidente Lacalamita è stato confermato per i prossimi quattro anni, insieme agli uscenti Roberto Malacrida, Emilio Scossa-Baggi, Pierre Spocci, Fabiano Vanza e Luca Zorzi. Escono dal CdA Luigi Decarli, Marco Ottini e Luciano Anselmi, sostituiti da Davide Caccia, Renata Gottardi e Michele Bertrand.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

