
Nel Mendrisiotto e Basso Ceresio è aumentato l’utilizzo del trasporto pubblico su gomma: cosa può dirci alla luce di questi dati?
"Direi che siamo contenti, un risultato eccellente che soprattutto ci conforta su quello che è stato fatto negli ultimi anni", risponde Andrea Rigamonti, presidente della Commissione Regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (CRTM).
Cosa è cambiato rispetto al passato, proprio per favorire l'uso del mezzo pubblico in una regione come quella del Mendrisiotto, confrontata con notevoli problemi di traffico?
"Innanzitutto nel 2016 c'è stata la nuova implementazione di orario, quindi sono state riviste alcune linee ed è stata potenziata la frequenza su alcune tratte. E poi soprattutto in quel periodo è entrato in esercizio la nuova linea ferroviaria, quella su Mendrisio, Stabio e Varese. Ecco che questo mix di novità ha fatto si che piano piano il cittadino si abituasse a usare il trasporto pubblico anche nel Mendrisiotto che è una regione in cui si può pensare che lo usa di meno rispetto agli altri distretti, ma che vediamo che invece non è così".
Ci sono altri progetti in cantiere per quanto concerne il trasporto pubblico?
"Questo è un dato che riguarda solo il trasporto su gomma. È chiaro che il concetto di trasporto pubblico per essere attraente nella nostra regione lavora anche tanco con a ferrovia, quindi con il TILO. Un tema molto caro per il Mendrisiotto è il collegamento Intercity, per il quale stiamo spingendo molto, anche grazie all'approvazione della mozione Romano al Parlamento. Adesso ci attendiamo che le ferrovie trovino una soluzione al Mendrisiotto per il collegamento alla Città di Chiasso e Mendrisio".
Vi batterete dunque per avere una fermata Intercity nel Menrisiotto addirittura a Mendrisio e Chiasso?
"Io ho già fatto molte volte l'esempio della Svizzera orientale, dove abbiamo una linea Intercity Est-Ovest, dal Lago di Costanza fino a Ginevra. Nel Lago di Costanza ci sono due fermate a distanza di qualche minuto che servono dei borghi di una grandezza inferiore a Chiasso e Mendrisio. Da un punto di vista della fattibilità politica ci sono i medesimi presupposti. Come Commissione dei trasporti abbiamo fatto allestire uno studio socioeconomico, i cui risultati hanno concluso che si giustificherebbe una fermata Intercity sia a Mendrisio che a Chiasso, anche da un punto di vista socioeconomico la doppia richiesta si giustifica. Come terzo tassello aggiungo un elemento che secondo noi non ha molto senso, ovvero che le ferrovie intendono investire 70 e passa milioni di franchi per permettere agli Intecity di attestarsi a Melide. Secondo noi non ha senso investire questi soldi a Melide".
Un grande capitolo, che resta comunque in sospeso, è il freno alla continuazione di AlpTran-sit a Sud di Lugano. Non è stato ancora fatto nulla di concreto?
"No, purtroppo. Per noi questa realizzazione ci permetterebbe di realizzare la metropolitana della regione insubrica, perché si libererebbero delle tracce passeggeri sulle linee che oggi sono occupate anche dal traffico merci. Oltre a tutte le altre motivazioni note, pensiamo anche che AlpTransit debba realizzarsi per permetterci di avere una linea di metropolitana insubrica che si colleghi a Varese, Como, Lecco e Milano".
Vi batterete dunque affinché questo progetto si concretizzi?
"Assolutamente. Il Cantone regolarmente sottopone la questione a Berna, così come i nostri parlamentari, anche noi come commissione regionale dei trasporti ci siamo fatti parte attiva quando c'erano delle prese di posizione da fare su questo tema. Bisogna continuare ad insistere, è fondamentale per tutto il Ticino".

