Cerca e trova immobili
Ticino
Aumenta la povertà nel Locarnese
Aumenta la povertà nel Locarnese
Aumenta la povertà nel Locarnese
Redazione
10 anni fa
Pubblicato uno studio della SUPSI sui beneficiari di aiuto sociale nella regione. Locarno capolista

Di fronte all’aumento dei casi di povertà nell’area urbana del Locarnese, i capi dicastero giovani e socialità dei comuni del CISL (Convivio Intercomunale dei Sindaci del Locarnese, che comprende i comuni Ascona, Brione s/Minusio, Brissago, Gordola, Locarno, Losone, Minusio, Muralto, Orselina, Ronco s/Ascona e Tenero-Contra) hanno incaricato la SUPSI di svolgere uno studio congiunto. I dati raccolti – relativi all’anno 2014 – illustrano la composizione della popolazione povera nella regione, specificandone la nazionalità, le classi di età, la formazione e la condizione occupazionale. 

Da uno sguardo d’insieme, si può notare che il numero di assistiti nell’intero comprensorio è passato da 1'046 nel 2010 a 1’438 nel 2014. Le famiglie monoparentali a beneficio dell’assistenza in totale sono 165 e quelle alla ricerca di un’occupazione o di maggior occupazione sono 353. Locarno, che è il comune demograficamente più grande, accoglie poco meno della metà dei casi complessivi di assistenza. Segue Muralto, con una quota di assistiti che si attesta al 3,9%, malgrado la dimensione demografica relativamente contenuta (2'778 abitanti).

I tassi di assistenza riscontrati nell'insieme dei comuni della regione CISL presenta una struttura leggermente più "anziana" rispetto a quella cantonale. Solamente Orselina e Ronco sopra Ascona presentano una proporzione importante di persone sopra i 56 anni (ca il 50%). Locarno, Tenero-Contra, Muralto e Brissago riscotrano invece tassi di assistenza per la categoria 18-25 anni più alti.

Lo studio, si legge in un comunicato congiunto del CISL, fornisce uno strumento che servirà da base per impostare il lavoro in tema di povertà nella prossima legislatura. "Il fatto che esistano differenze di profilo tra i vari Comuni dell’agglomerato non impedisce di rilevare analogie nei problemi e, dunque, possibilità di condivisione su scala regionale delle strategie d’intervento rispetto alle varie tipologie di assistiti, ciò che sarebbe certamente vantaggioso per tutti e più efficace in termini di fuoriuscita dall’assistenza e di organizzazione della prevenzione. Si potrà pensare alla creazione di uno sportello unico per raccogliere le prime informazioni e richieste d’aiuto. Assieme si potranno costituire reti sociali per accrescere sinergie tra servizi comunali, associazioni private di volontariato e uffici cantonali. Sarà possibile incrementare la presenza di imprese sociali privato-pubblico sul nostro territorio nel campo, ad esempio, dell’occupazione e della riqualifica professionale".

La ricerca - commissionata dal Gruppo intercomunale giovani del Locarnese, che riunisce i capi Dicastero giovani e socialità del comprensorio CISL, gruppo presieduto da Ronnie Moretti – ha coinvolto anche la Divisione dell’azione sociale e delle famiglie del Cantone, che ha contribuito al suo finanziamento. L’approccio metodologico innovativo è stato seguito dall’Ufficio cantonale di statistica.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata