
57 milioni investiti. Una crescita dell’8% per i pazienti stazionari, del 10% per quelli ambulatoriali e del 21% per le visite ai Pronto Soccorso. Ma anche 8.2 milioni di perdita operativa. Questo, in cifre, è stato il 2022 dell’Ente Ospedaliero Cantonale (Eoc). “C’è stato un forte aumento dell’attività e abbiamo lavorato anche sui costi, ma questi sono diminuiti in maniera inferiore”, ha spiegato a Ticinonews Doris Giulieri, Capo Area Finanze. “A livello nazionale il settore è principalmente concentrato con due problematiche: le tariffe, e qui ricordo che l’Eoc ha tra le tariffe più basse in Svizzera, e la carenza del personale. Quest’ultimo è un problema che ha portato alcune strutture a chiudere interi reparti”, ha affermato Giulieri, precisando che “in Ticino attualmente non sussiste questo problema”.
L’Ente e le sfide con il personale
Una delle grandi sfide future per l’Eoc sarà la reperibilità del personale. “Stiamo facendo di tutto per far sì che il principale pilastro su cui poggia la strategia futura dell’Ente siano le persone”, ha dal canto suo spiegato Paolo Sanvido, presidente dell’Eoc. “Per questo ci stiamo occupando e preoccupando di questo tema. Lo facciamo con la proprietà, il Cantone, ma anche mettendo in piedi tante altre misure che speriamo possano farci guardare al futuro con più serenità”, ha concluso Sanvido.
Il futuro passa anche da un’App
Nel corso dell’estate l’Eoc si presenterà con un nuovo sito internet e un’applicazione. “Una novità che potrebbe permetterci di contenere i costi”, ha affermato Adriana Degiorgi, Capo Area Supporto, “perché alcune interazioni con i pazienti potrebbero avvenire digitalmente”. Nessuna preoccupazione però, perché “chiedere informazioni di persona o al telefono sarà sempre possibile”, ha precisato Degiorgi.
L’evoluzione e le nuove sfide
Lo sguardo dell’Eoc è già rivolto alle sfide future. “Dobbiamo adattare l’offerta sanitaria al cambiamento della struttura sociale e anagrafica della popolazione”, spiega il Direttore generale Glauco Martinetti. “Sappiamo che abbiamo meno giovani e che la speranza di vita si allunga. Aumenteranno i 60enni e gli 80ennei, che saranno diversi rispetto a quelli che abbiamo oggi”. In questo senso, introdurre app e un nuovo sistema di comunicare “ci permetterà di avere un’altra relazione con il paziente”. Anche la medicina cambia. Oggi “è più veloce e snella. Interventi che una volta richiedevano due o tre giorni di ospedalizzazione, vengono adesso risolti nel giro di una giornata”.
“Andrà fatto un discorso tariffale”
Un aspetto fondamentale sul quale è necessario focalizzarsi è la questione finanziaria e il mantenimento dei conti sani. “Nel 2022 abbiamo chiuso con una perdita di 8 milioni, su un qualcosa che ha però generato più di 800 milioni di cifra d’affari”, precisa Martinetti. Lo scorso anno “abbiamo già avuto una parte di quei rincari che vediamo oggi nel 2023. È chiaro che un discorso tariffale andrà fatto, perché l’aumento dei costi arrivato non è stato compensato da un incremento delle tariffe”.
Il personale
Secondo Martinetti, un ambito nel quale l’EOC si è mosso in anticipo è quello della formazione del personale. “Lo curiamo da diversi anni. Il fatto che si sia investito in un master di medicina vuol dire tanto: sono 70 nuovi medici all’anno che verranno formati in Ticino”. Per quanto concerne invece il settore infermieristico “da tempo spingiamo sulla formazione”. In generale, “siamo molto vicini al personale, perché è il bene supremo che abbiamo e va utilizzato in maniera parsimoniosa”. Proprio per questo motivo, in futuro non sarà più possibile tenere aperti settori dove non c’è frequenza. A tal proposito, un tema annoso è quello della presenza notturna nei pronti soccorsi: “quanto è importante per una regione tenere aperto un pronto soccorso notturno, quando si ha una visita ogni due giorni? Rimanere tutta la notte ad aspettare qualcuno che non arriverà è altamente demotivante. Chiaramente, qui il tema è anche politico”, conclude Martinetti.

