
Capita che dietro al computer gli internauti siano molto bravi a mostrare solidarietà e apprezzamento verso iniziative promosse online tramite "like" e commenti. Ma poi quando si tratta di attivarsi nella vita reale e attuare concretamente le idee proposte, non sempre le cose funzionano. Come è successo per esempio ieri. Una manifestazione era stata indetta in Piazza del Sole a Bellinzona per far sentire la voce dei disoccupati ticinesi. Un'iniziativa nata su Facebook ad opera del gruppo "Rispettare i diritti dei ticinesi", e che aveva raccolto negli scorsi giorni diversi "mi piace" e proseliti. L'obiettivo era di portare un centinaio di persone in piazza, ma di fatto si sono presentati solo due pensionati. Un numero troppo esiguo, per cui l'evento è stato annullato. Non è di certo una prima in Ticino. Anche altre iniziative di questo tipo, come per esempio "Basta stare zitti", hanno avuto successo online, ma sono stati un flop nella loro concretizzazione. Come mai? Cosa spinge le persone a desistere?
"Non vorrei entrare nello specifico sul caso di ieri, ma è quello che si può definire un "attivismo in pantofole"" spiega Paolo Attivissimo, giornalista informatico. "Al computer sono tutti pronti a contribuire, commentare e manifestare il proprio consenso a favore di idee, ma quando si tratta di metterle in pratica, la gente non sempre si mobilita a favore di esse. Questo per diverse ragioni. Qualcuno ha già un appuntamento, un altro non si sente bene, l'altro ancora ha avuto un imprevisto...Fare un clic è facile, ma essere presenti costa un sforzo maggiore. Ci vuole tempo e impegno".
"È un problema che affligge un po' tutti" continua Attivissimo. "Gli organizzatori di questo tipo di eventi si lasciano entusiasmare dai vari riscontri ottenuti online, ma bisogna fare attenzione a non confondere la modalità "mi piace" con "ci vengo".
Cosa si può fare per attirare un maggior numero di persone fuori dal mondo virtuale? "Questo rimane un'incognita. Ho visto grandi eventi essere snobbati, come pure eventi piccoli, in cui si prevedevano pochi partecipanti, essere visitati da una folta schiera di persone. Non si può prevedere quante persone giungeranno sul posto. Il pubblico è il re, è lui che comanda. Vale sempre comunque la pena di tentare" conclude Attivissimo. "Quello che di sicuro i social network contribuiscono a fare è far girare la voce e pubblicizzare l'evento. Comunicare rimane fondamentale, anche se le persone che poi si presentano sono poche".
Ma ieri, in particolare, cosa è andato storto? Lo abbiamo chiesto all'organizzatore dell'evento Daniel Onderka. "Probabilmente l'orario non era il più propizio, visto che era a metà pomeriggio. Poi forse anche il vento ha giocato la sua parte. Sono rimasto senza parole quando ho visto che si erano presentate solo due persone. La gente è brava a parlare, poi però quando c'è da metterci la faccia, si tira indietro. Peccato perché é stata un'occasione persa".
Il ragazzo comunque non si dà per vinto ed ha infatti già deciso di organizzare una nuova manifestazione, questa volta allargando l'invito anche ai lavoratori e agli anziani. Il prossimo appuntamento è previsto il 12 dicembre a partire dalle 17.30 in Piazza del Sole. Tutte le informazioni si possono reperire sulla pagina Facebook "Rispettare i diritti dei ticinesi".
LarS
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