Così si intitola l'interpellanza presentata al Consiglio di Stato dai deputati dell'MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini
«Attivazione del numero 142: parecchie le questioni ancora aperte». Così si intitola l'interpellanza presentata al Consiglio di Stato dai deputati dell'MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini.
«L’attivazione del numero unico federale per le emergenze legate alla violenza sulle donne può rappresentare un passo utile verso un accesso più immediato alla protezione. La modalità scelta dal Cantone per renderlo operativo solleva però interrogativi rilevanti e rischia di comprometterne l’efficacia», si legge nel testo. In particolare, i due deputati scrivono che «la decisione di affidare la gestione al Servizio LAV nelle ore diurne e alla Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze nelle ore serali, notturne e nei fine settimana pone dubbi sulla continuità della presa a carico, sulla coerenza della rete di protezione e sulla reale possibilità, per operatori e operatrici già impegnati in altre urgenze, di garantire un ascolto adeguato alle vittime».
A preoccupare i due deputati anche «alcune indicazioni secondo cui, al di fuori degli orari d’ufficio, le donne potrebbero essere invitate a richiamare o a lasciare un recapito».
Ecco allora che i due deputati dell'MPS chiedono al Consiglio di Stato:
1.Quali sono attualmente i compiti della Federazione cantonale delle ambulanze? È corretto che attualmente garantisce anche la gestione operativa del 144, della guardia medica e del telesoccorso? Se sì, con quali modalità verranno distinti i diversi tipi di chiamata al momento dell’attivazione del numero 142?
2.Il personale che risponderà al numero 142 (nelle ore serali, notturne e nei week end) sarà composto da operatori e operatrici specificamente dedicati oppure dalle stesse persone che, a turno, gestiscono le altre linee di emergenza? In caso affermativo, come si intende evitare un sovraccarico operativo e garantire un ascolto adeguato nel caso di segnalazioni di situazioni di violenza?
3.È previsto un aumento dell’organico per garantire il funzionamento del nuovo servizio oppure il numero 142 sarà gestito con le risorse attualmente disponibili?
4.Quale formazione specifica è prevista per gli operatori e le operatrici della Federazione cantonale delle ambulanze chiamati/e a rispondere al numero 142 e qual è la sua durata complessiva? Sono previste ulteriori formazioni continue, supervisioni o affiancamenti con operatori specializzati nel sostegno alle vittime di violenza? Se sì quali e con quali tempi?
5.Gli operatori e le operatrici della centrale sono stati consultati o coinvolti nella definizione delle modalità operative del nuovo servizio? Se sì come? Se no come mai?
6.È stata effettuata una valutazione preventiva dei rischi organizzativi e della qualità del servizio che potrà essere offerto alle vittime di violenza attraverso il nuovo numero?
7.Per quanto riguarda il servizio LAV è previsto un aumento dell’organico? Se si di quale entità? Ci sarà personale che risponderà unicamente al 142 o il personale dovrà svolgere le mansioni abituali e in aggiunta rispondere al 142?
8.Prima di mettere mano alla soluzione presentata negli scorsi giorni, sono state esplorate altre possibilità, magari affidandoli ad enti di protezione e sostegno alle donne vittime di violenza già attive sul territorio? Se sì, quali sono le ragioni che hanno impedito che tali soluzioni si concretizzassero?