
"Non parteciperò più alle sedute della Commissione della Gestione fintanto che alla sua testa vi sarà Martino Rossi". Così Attilio Bignasca, come riferito ieri, ha sbattuto la porta dell'importante commissione del Consiglio comunale di Lugano, esibendo un chiaro dissenso con il collega socialista.
Ma cosa ha fatto di male Martino Rossi per far scappare Attilio Bignasca? Lo spiega lo stesso consigliere comunale socialista su La Regione di oggi. "È molto semplice" afferma Rossi. "Il presidente di una commissione, o del Consiglio comunale o del Municipio, deve evitare che sia violato l'articolo 32 della Legge organica comunale, che vieta a ogni cittadino di prendere parte alle discussioni o al voto su oggetti che riguardano il suo personale interesse o quello dei suoi parenti."
Martino Rossi si è legittimamente chiesto, parlandone con la Commissione e con lo stesso Bignasca, se il coordinatore della Lega, proprietario e dirigente di una società in lite giudiziaria con la Comsa, potesse o meno partecipare alla discussione sull'aggiunta al contratto tra Comune e Comsa. Rossi si così è rivolto al servizio giuridico della Città per avere lumi.
Rossi ha ammesso l'errore di essersi rivolto al servizio giuridico in modo informale. Per fare le cose in modo ufficiale avrebbe dovuto dapprima sottoporre un progetto di richiesta di parere giuridico alla Commissione della Gestione. Rossi se n'è scusato, invitato nel contempo il collega Bignasca a seppellire i dissapori e riprendere a partecipare alle sedute della Gestione.
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