
“Se fanno giudizio, e non come l’UDC ticinese, per i prossimi quattro anni sarò nel gruppo parlamentare democentrista a Berna”. Risponde così Attilio Bignasca, deputato della Lega, raggiunto al telefono all’indomani della riconferma nel gruppo al Consiglio Nazionale. Riconferma giunta dopo un voto unanime dei parlamentari UDC alle Camere federali.
La questione, pur giocandosi su uno scenario nazionale, ha una valenza strettamente cantonale. La decisione, data per scontata anche dal consigliere federale Christoph Blocher – secondo quanto ci ha riferito Attilio Bignasca – sconfessa di fatto il partito cantonale presieduto da Pierre Rusconi. Era stato infatti il presidente dell’UDC Ticino, in un’intervista alla Regione lo scorso 26 ottobre, ad affermare che “mi è parso di capire che Ueli Maurer non è più intenzionato ad accogliere Attilio Bignasca nel gruppo UDC”.
“I rapporti tra la Lega e l’UDC ticinese sarebbero ben diversi se non ci fosse troppa gente che pensa al proprio ego piuttosto che agli ideali del partito” spiega Attilio Bignasca “L’UDC nazionale, con il voto unanime di ieri sera, dimostra di aver più fiducia in me che non nel loro partito cantonale”.
Il veleno quindi, nonostante la presidenza di Pierre Rusconi, tra Lega e UDC rimane. Ma i tentativi per sanare la situazione e giungere a rapporti più proficui tra i due litiganti non si fermano. La Lega sembrerebbe intenzionata a chiedere l’intervento dei vertici nazionali del partito di Blocher per sanare la frattura e avere così un blocco di destra più compatto in Ticino.
Nessun commento, per il momento, dal segretario cantonale dell’UDC Eros Mellini, con il quale Attilio Bignasca si è scontrato più volte. “Sono in attesa di conoscere le motivazioni del voto del gruppo parlamentare a Berna” ha dichiarato Eros Mellini, il quale è parso alquanto spiazzato dal voto dei colleghi di partito."Forse non conoscono a fondo la situazione ticinese e hanno ensato solo in ottica federale" ha commentato il segretario cantonale UDC.
IC
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